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Adotta un gatto FIV (o Felv)

"Adotta un gatto FIV" è una campagna che promossa dalle associazioni svizzere TicinoFelino e ATRA/CDA che ha come obiettivo quello di far adottare dei gatti FIV o Felv positivi. In Svizzera, i gatti che risultano positivi a queste malattie, normalmente vengono soppressi: non c'è (e meno male...) nessun obbligo di legge in tal senso, ma non è vietato, e la maggior parte dei veterinari ha questa impostazione.

Come Cincia abbiamo deciso di collaborare a questa campagna e di riproporla anche da noi. Qui non esiste una pratica diffusa della soppressione dei gatti FIV/Felv, ma ciò nonostante esistono molti veterinari che considerano un gatto FIV, o a maggior ragione Felv, come un "malato incurabile". Esiste poi un diffuso pregiudizio circa la gravità di queste malattie che rende difficilissimo dare in adozione uno di questi gatti, anche quando, sieropositività a parte, sono in perfetta salute.

Per sintetizzare le ragioni di questa campagna per l'adozione dei gatti FIV abbiamo fatto questo volantino che invitiamo a scaricare, oppure ordinare da AgireOra Edizioni.


vol fiv

Come spieghiamo ampiamente nella sezione delle malattie infettive feline un gatto FIV, ma anche Felv non è un gatto destinato a morire in breve tempo.
Un gatto FIV ha un'aspettativa di vita di una decina di anni; un Felv di meno, sui tre, quattro anni, ma un 30% non sviluppa mai patologie legate a questa forma di immunodeficenza.
Dieci anni non sono pochi per un gatto di casa, e sono tanti per un gatto di colonia che di solito non arriva ai cinque o sei. Ma bisogna anche pensare che i tre, quattro anni di un Felv corrispondono ai nostri trenta, quarant'anni.

Molte persone non se la sentono di accogliere un gatto FIV o Felv perché temono di andare incontro a spese veterinarie insostenibili. Questo è vero solo in parte. E' vero che questi gatti sono più soggetti di altri ad ammalarsi, ma è anche vero che un gatto FIV o Felv che sta in casa, senza contatti con altri gatti, ha pochissime probabilità di contrarre quelle malattie cui il suo sistema immunitario non sarebbe in grado di contrastare adeguatamente.

La condizione di vita ideale per un gatto FIV o un Felv è proprio quella del "gatto di casa" o meglio ancora "di appartamento". Per contrastare la fragilità del loro sistema immunitario la cosa migliore è tenerli al riparo da ogni possibile agente infettivo. E l'adozione in appartamento, di uno, due gatti FIV è appunto la soluzione ideale.

Riportiamo l'intervista che Stefano Bo ha rilasciato agli amici svizzeri, in merito a questa campagna

Stefano Bo e i gatti FIV a "Le belle e le bestie"

Pubblichiamo la sintesi di una puntata della trasmissione della radio ticinese Radio3iii sulla campagna a favore dell'adozione dei gatti FIV positivi. Nel corso della puntata, Sabrina coordinatrice del GAR, la dott.sa Lara Prandoni in studio e Stefano Bo in collegamento da Torino, parlano di FIV, ma anche di FeLV e FIP. Buon ascolto!

La registrazione e' scaricabile qui (16Mb)

Perchè adottare un gatto FIV. Intervista a Stefano Bo

ATRA/CDA e TicinoFelino in collaborazione con La Cincia hanno lanciato una campagna di adozione di gatti FIV/FELV positivi. Da noi in Svizzera, quando un gatto viene trovato positivo, viene normalmente soppresso per ignoranza e perchè legalmente possibile.

Ma la soppressione è veramente una soluzione etica e scientificamente accettabile? Abbiamo chiesto al dott. Stefano Bo (*), un esperto a livello internazionale di malattie infettive feline, un parere scientifico sulla questione.

Come prima cosa abbiamo chiesto al dott. Bo se esista una qualche seppur minima possibilità di contagio tra gatti FIV positivi e umani, o altri animali domestici. La risposta è stata un "no" secco ed inequivocabile. Aggiunge anzi che "esistono pochissime malattie che possono essere trasmesse dal gatto all'uomo (es dermatofitosi, micosi cutaneee, toxoplasmosi, che sono difficili da contrarre e comunque trattabili). Il gatto può infettarsi con FIV/FeLV ma nessuna di queste è trasmissibile all'uomo o ad altri animali domestici come cani,conigli, piccoli roditori".

Ci sarebbe quindi solo il rischio psicologico per dover convivere con un gatto malato e dal destino segnato? "Ma no, un gatto FIV che vive in casa, che viene trattato secondo i criteri di buona salute, che non ha rischi di infezioni da altri agenti, è un gatto che può vivere bene 10, 12 anni: praticamente tutta la durata della sua vita senza manifestare la malattia. Anzi, il gatto FIV per poter vivere bene deve essere quasi ?isolato? in modo da non correre il rischio di contrarre altre malattie che possono influire, attivandolo, sul sistema immunitario. Quindi proprio l'adozione e ?l'isolamento? in un ambiente domestico confortevole è l'approccio più indicato per ?salvare? un soggetto FIV. Per un gatto FeLV positivo invece il discorso è un po? diverso, perché ha statisticamente un 70% di possibilita' di morire di qualche malattia legata alla FeLV nell'arco dei successivi 3-4 anni. Mentre l'aspettativa di vita per i gatti FIV e' di 8-10 anni, per il 70% dei Felv è di 3-4 anni?.

Allora, in base ai dati scientifici a sua disposizione, non ci vuole nessun particolare "coraggio? ad adottare un FIV o un FeLV. "No, adottare un gatto FIV è un atto di civiltà ed anche il modo migliore per salvarlo, non certo una questione di eroismo. Per un FeLV bisogna essere solo consapevoli che la maggior parte dei soggetti ha un?aspettativa di vita inferiore a quella di un gatto sano, e comunque che deve essere tenuto in casa per non diffondere il virus ad altri gatti".

In tema di prevenzione sanitaria, anche nei confronti di queste malattie, sappiamo che e' fondamentale la sterilizzazione di maschi e femmine. Ma come dobbiamo considerare i gattini di madre FIV? Sono da considerare anche loro positivi?

"Assolutamente no. Anzi il più delle volte non sono FIV. Tieni presente che la probabilità di contrarre l'infezione direttamente dalla mamma è inferiore al 5%. I gattini possono contrarre l'infezione dalla madre solo se questa si è infettata nel primo terzo di gravidanza... quindi una probabilità piuttosto bassa; inoltre la mamma FIV puo' passare anticorpi con il colostro, e questi sono protettivi."

Da quanto ci hai detto emerge che adottare un gatto FIV non solo è possibile, ma nemmeno comporta nessun tipo di rischio. Ti chiediamo un'ultima cosa: la soppressione e' scientificamente parlando un'opzione accettabile?

"Ti dico che non c'è assolutamente nessun motivo per sopprimere un gatto giovane FIV positivo a meno che non sia uno di quei rari casi che sviluppano malattie particolarmente gravi. Ci sono dal 5 al 10% di gatti FIV positivi che possono sviluppare delle forme neurologiche croniche debilitanti o dei tumori all'intestino (linfomi). In questi casi, come è ovvio, si tratta la malattia indipendentemente dal fatto che sia FIV. Però, oltre a questo non c'è nessun motivo per sopprimere un gatto FIV: proprio nessuno."

C'è la possibilità che le persone che hanno un gatto FIv o Felv, possono essere loro stesse vettore della malattia, dal momento in cui vanno a casa di amici e parenti che ospitano mici sani?

Per FIV non c'è assolutamente nessun rischio visto che il virus deve essere ?iniettato? nel soggetto sano; per la FeLV esiste solo un rischio teorico, perché se è vero che si trasmette con le urine, le feci e la saliva che potenzialmente possono contaminare gli abiti e le scarpe, è anche vero che il virus è estremamente labile nell'ambiente e che non basta un semplice singolo contatto per contrarlo, bensì contatti prolungati.


(*) rappresentante italiano del Board Representative of ESFM (European Society of Feline Medicine), Professore a Contratto in "Clinica delle Malattie Infettive del gatto" presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino e membro della "International FIP treatment task force", presidente senior della Societa Italiana di Medicina Felina

Adozioni coraggiose...

Le chiamiamo cosi', scherzosamente, perche' nell'adottare un gatto FIV non ci vuole coraggio ma semplice consapevolezza e corretta informazione. In queste pagine vogliamo raccogliere delle testimonianze di persone che hanno come compagno un gatto con queste malattie. Se la loro e' stata una scelta o un caso, se hanno avuto delle paure, dei consigli sbagliati, che problemi di salute hanno dovuto affrontare.

Contiamo di pubblicarne altre e quindi l'invito e' a mandarci le proprie testimonianze, per dire, anche attraverso esperienze concrete che adottare un gatto FIV e' possibile, anzi, e' il miglior modo di salvargli la vita.

I miei felvotti
Gea e Minou

Diffondi la campagna

Questi sono i banner della campagna. Vi invitiamo a diffonderli pubblicandoli sul vostro sito, blog, MySpace, Facebook, dove volete! Qualcuno si incuriosira' e andra' a leggere. Anche cosi' possiamo salvare un gatto FIV (o Felv)

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...e per quest'altro in lungo

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