Non sono certo tutte... sono quelle che crediamo abbia senso raccontare perche' possano servire a qualcuno. Perche' possano insegnare qualcosa, o dare una speranza o un conforto.
Le mettiamo perche' sono dei ricordi: tanti di loro non sono piu' qui. Ecco l'indice...

In ricordo di Ativa

Ativa era stato trovato nello scorso dicembre in una piazzola della tangenziale di Torino chiuso in un trasportino …da cui il nome (la concessionaria dell’autostrada). Era bel un gattone FIV+, FeLV+, sterilizzato, in condizioni di salute discrete.
Per qualche mese e’ andato tutto bene, un po’ schivo, qualche piccola difficolta’ di ambientamento ma nulla piu’. Girava dentro e fuori ma si faceva sempre vedere; fino ad un giorno di inizio marzo quando sparisce per un paio di giorni. Lo trovo un mattino con mucose pallide, freddo, gravemente abbattuto. Era da ricovero urgente ed infatti si conferma l’ipotermia e l’ematocrito inferiore al 10%.

Un gatto FIV e FeLV positivo con quella gravissima anemia e’ da eutanasia. Obiettivamente le possibilita’ di recupero sono minime quale che sia la diagnosi precisa. Ma lui (o “lei” come lo chiamavano sempre :)) era ricoverato all’Istitututo Veterinario di Novara e ci abbiamo provato.

E’ stato trasfuso piu’ volte, attraverso un istologico su midollo si e’ arrivati alla diagnosi di PRCA (Pure Red Cell Aplasia): si tratta di un disordine midollare non comune che ha come conseguenza l’arresto nella formazione di eritrociti (i globuli rossi) mentre si ha una normale produzione di globuli bianchi e piastrine. In assenza di altre evidenze, e poiche’ una delle possibili cause e’ dovuta a disordine auto-immune e’ stato trattato con una terapia immunosopressiva molto aggressiva.

Ebbene …ha risposto: prima lentamente, poi in modo sempre piu’ netto ha cominciato a rigenerare e ad inizio giugno l’ematocrito era arrivato al 28%: un valore quasi normale ed anzi ottimo per un gatto FIV e FeLV positivo. Malgrado mesi di potente immunosopressione non ha mai evidenziato seri problemi legati alla sua sieropositivita’ a FIV e FeLV.

Clinicamente stava benissimo e stava scalando le terapie …quando ad un certo punto gli e’ scattato dentro qualcosa ed ha deciso di “fare il selvatico”. Da un giorno all’altro e’ diventato imprendibile. Non appena mi vedeva scappava via con grandi salti su per il prato. Cosi’ per un paio di mesi ha deciso di viversi la sua vita…

Ma era chiaro che non poteva durare…

Quando si e’ nuovamente fatto prendere era di nuovo nelle condizioni iniziali: si e’ riprovato ancora …ma questa volta complicanze circolatorie e polmonari l’hanno ucciso… Se avesse continuato la terapia e a fare i suoi controlli periodici, forse e con buone probabilita’, oggi saremmo a scrivere un’altra storia…

Voglio ricordarlo quando lo vedevo correre per il prato e mi dicevo “beh… anche oggi non ha 8 di ematocrito"

Acciuga: una gattina FeLV che ce l’ha fatta

Non lasciar perdere, non disperare fin che c'e' un segno di vitalita', una piccola, seppure remota possibilita' di ripresa. Non cedere al canto delle sirene pietose del "non fatelo soffrire" e non accondiscendere a un approccio rinunciatario nelle cure.

La storia di Acciuga e’ quella di medici che hanno agito con competenza ed attenzione. E’ la storia di una gattina che non si e’ mai lasciata andare neppure nei momenti piu’ difficili di questa sua lunga malattia. E che ce l’ha fatta.

Diciamo subito che e’ una storia al limite per via di una gravissima infezione, per la sua positivita’ a FeLV, per la grave tricitopenia(1) e le complicanze che ha avuto(2).

La sua storia ci spinge a condividere con voi alcune considerazioni: augurandoci che possano essere utili nella cura dei vostri gatti.

  • I gatti non sono animali "normali" e a volte se ne fregano quando diagnosi ed esami li danno per morti. E’ poco scientifico, ma ne ho visti che vivevano quasi normalmente con un ematocrito bassissimo, che si sono ripresi con livelli di creatinina a fondo scala, che hanno superato shock settici o traumi su cui nessuno avrebbe scommesso un caffe’. E questo anche su gatti FIV o FeLV positivi …come Acciuga del resto.
  • Si’, ma non si sono ripresi per miracolo. La differenza l’hanno fatta medici competenti e strutture adeguate. Acciuga e’ stata curata all’Istituto Veterinario di Novara che e’ una struttura di alto livello in termini di professionalita’, attrezzature e organizzazione di tipo ospedaliero. E’ illusorio pensare che su un cane o su un gatto non debba valere quanto vale in medicina umana: diagnosi accurate (con tutti gli esami del caso) e livelli di assistenza adeguati alla gravita’ del paziente. Le nostre carezze sono importanti ma non bastano certo a guarire. E’ sbagliato pensare che una cura vale l’altra, che tanto o ce la fa …o era destino. Il “destino”, tante volte lo facciamo noi: nel bene o nel male.
  • Due mesi di ricovero non sono piacevoli: tenere una cannula per settimane, venire alimentati attraverso un sondino, portare un drenaggio toracico per giorni e giorni… Certo che ha sofferto! E tanto, ma adesso e’ qui in braccio che fa le fusa tra un pisolino e l’altro.
  • Ci sono dei costi e anche non indifferenti; ma almeno per quanto riguarda un normale proprietario non si tratta di cifre improponibili. Vale sempre, anche per una banale sterilizzazione (che poi “banale” non e’), ma specialmente di fronte a determinate patologie, a casi clinici complessi non ci sono scorciatoie, non c’e’ modo di “risparmiare” senza compromettere le possibilita’ dell’animale.

Diciamo infine che in un mondo normale (o ideale), dove la Veterinaria non sia intesa come un surrogato della Medicina, questa storia non avrebbe nulla di eccezionale: un caso difficile come tanti gestito bene. Come dovrebbe essere sempre.



E' arrivata qui, all'Istituto Veterinario di Novara, come accompagnatrice perche’ ci dovevo andare per un consulto su un caso di una conoscente: Acciuga aveva una linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi) piuttosto evidente ma per il resto stava bene: aveva fatto gli esami alcuni giorni prima ed era a posto anche se con i bianchi un po' bassi. Aveva un po' di febbre, nulla di drammatico, ma comunque non spiegabile solo con l'agitazione e il viaggio.

Passano alcuni giorni e quella ferita della sterilizzazione vecchia ormai di una ventina di giorni comincia a suppurare… Viene ricoverata con una grave piastrinopenia e neutropenia. I globuli bianchi nel loro complesso risultavano si’ bassi, ma non drammaticamente bassi: il dato preoccupante, oltre le piastrine, erano i neutrofili che avevano raggiunto valori prossimi allo zero(3). Nei giorni successivi la ferita non accennava a migliorare ed era comparsa anche una formazione in bocca di dimensioni importanti (che pareva essere una ghiandola salivare). La micia era in fluidoterapia, sotto copertura antibiotica sui quattro quadranti(4). Gli posizionano un sondino rino-gastrico per via di quella cosa che ha in bocca. Lei era vigile, aveva fame, era attiva ma non c’erano miglioramenti. Malgrado fosse FIV/FeLV negativa…

Con quel livello di piastrine era impensabile un intervento sulla ferita ma alla fine si e’ poi optato per trasfusione e intervento anche a fronte dei rischi. La ricerca di un donatore, vista a posteriori, e’ stata una comica. Uno che era a posto e’ risultato FeLV positivo, un altro aveva l’ematocrito un po’ basso, un terzo era negativo, un bel gattone, esami perfetti …ma era un gruppo B(5) … Ma capitano tutti a me i gatti normali di gruppo B? Poi, finalmente …uno buono. Un gatto che ho in stallo …e che cosi’ si e’ pagato la pensione :-)

L’intervento va bene: la ferita era un disastro ma nulla che facesse pensare ad un errore in corso di sterilizzazione. Tolgono anche quel “fagiolone” che aveva in bocca …e fanno un istologico del midollo. Lei e’ negativa, l’avevo testata io e l’avevano ritestata in clinica …ma non si sa mai.
E figuriamoci! …Dalla PCR su midollo (DNA provirus) risulta positiva per FeLV(6).

Un gatto FeLV midollare, giovane (la giovane eta’ per certi versi non aiuta…), piastrinopenico, neutropenico e seppur moderatamente anemico con una infezione del genere quali prospettive poteva avere? Statisticamente, praticamente nessuna.

Ma lei mangiava… voleva assolutamente mangiare, tanto che a volte le lasciavano la ciotola nonostante il sondino …perche’ non mortificare la sua vitalita’ era altrettanto importante.

Malgrado l’intervento rimaneva ipertermica, piastrinopenica, neutropenica e non c’era il miglioramento atteso: il problema era il midollo. E allora la scelta, sicuramente non facile, del cortisone(7). Il cortisone può talvolta essere somministrato nei gatti con la FeLV poiché le citopenie associate a tale malattia possono essere, in parte, dovute a disordini autoimmuni. Tempo pochi giorni e le piastrine rientrano nei range e i neutrofili schizzano a 40.000 /ul. Finalmente quel midollo rispondeva: …sospiro di sollievo.

Grafico dell'andamento dei parametri ematologici durante il ricovero

Sollievo che pero’ dura poco… perche’ quando la ferita finalmente migliora si sviluppa un piotorace(8). E un piotorace su una gattina in queste condizioni …non ha una prognosi tanto favorevole. Aspirano il pus (e mandano il campione per il batteriologico) ma si riforma e continua a riformarsi nel giro di pochissimo. E’ in terapia intensiva: devono monitorare la frequenza respiratoria e intervenire per aspirare il versamento piu’ di una volta al giorno. Poi decidono per il posizionamento di un drenaggio e l’attesa angosciosa, di quel batteriologico che tardava ad arrivare (come sempre succede c’erano delle festivita’ di mezzo…).

In quei giorni una dottoressa che la seguiva e che pure ci ha sempre creduto mi faceva capire che la situazione era critica. Molto.

Finalmente il batteriologico: si tratta di due batteri multi-resistenti: un Escherichia Coli e un Enterobacter Cloacae. Due bestiacce che rispondevano solo all’amikacina e a due tipi di carbopenemi(9): entrambi antibiotici difficili, con un sacco di effetti collaterali. Scelgono l’amikacina e dopo qualche giorno si cominciano a vedere i risultati con una progressiva riduzione nella produzione del versamento e un miglioramento clinico evidente. Alla fine della fiera si e’ tenuta un drenaggio toracico per una settimana: cosa non certo usuale …e che richiede un’attenzione e una cura non comuni per evitare complicanze.

In quei giorni ero fiducioso, specie dopo che attraverso il batteriologico si e’ individuato l’antibiotico giusto. Avevo visto troppi FeLV andarsene per problemi midollari: ora che era ripartito non la si poteva perdere per un’infezione per quanto bastarda fosse (e lo era…). La prognosi (giustamente) rimaneva riservata, ma non mi preoccupava piu’ di tanto il calo dell’ematocrito (arrivato a 14) che ci stava con un processo infettivo cosi’ importante, come non mi preoccupava il livello molto alto dei neutrofili (meglio a 70.000 che a zero…).
Salvo forse uno o due giorni ha sempre chiesto da mangiare: malgrado la febbre, lo stare in gabbia ...un drenaggio toracico, quella formazione in bocca… Acciuga “mangiava”… e questo era il dato clinico, importante, che alimentava la mia fiducia.

Poi tutto in discesa, fino al giorno delle dimissioni quando spunta un ascesso polmonare …sull’altro polmone: giusto per non poter nemmeno “incolpare” il drenaggio. Un coup de theatre in questa storia cosi’ ordinaria ci voleva, no?

Questa pero’ e’ stata facile …una volta aspirato non si e’ piu’ riformato...

Beh, dopo quasi due mesi e’ tornata a casa. Adesso e’ impegnatissima a riprendere peso: a mangiare e dormire …in braccio o sul letto ovviamente :-))

10/1/2015

Note
(1)Citopenia: riduzione in termini numerici di un determinato tipo di cellule del sangue. Tricitopenia: riduzione di tre tipi diversi di cellule del sangue.
(2)Le patologie di Acciuga sono citate in ordine cronologico senza che cio’ debba necessariamente indicare quale o quali sono state le cause scatenanti.

(3) Gli esami del sangue (emocromocitometrici) vengono eseguiti su delle macchine automatiche che forniscono i valori di rbc, hb, hct, e il dato aggregato dei wbc, oppure possono dare anche la scomposizione per le diverse popolazioni leucocitarie (linfociti, neutrofili, monociti, ecc). Anche nel secondo caso si casi si tratta di indicazioni che non sono sempre sufficienti per una valutazione del caso. E’ importante la lettura dello striscio ematico che viene fatta da un patologo che e’ in grado di evidenziare anomalie che le macchine non possono individuare come la presenza di cellule atipiche, anisocitosi, roleaux, aggregati piastrinici, ecc. Non tutti gli “esami” sono quindi uguali o hanno lo stesso valore per una diagnosi; iinoltre, i valori devono sempre essere rapportati ai “reference range” indicati in quanto questi variano da laboratorio a laboratorio.

(4) Copertura sui quattro quadranti: uso di antibiotici a largo spettro efficaci su batteri Gram positivi e negativi, aerobi ed anaerobi. I batteri si distinguono (anche...) come Gram+ e Gram– in relazione alla colorazione che la parete cellulare assume in presenza di un colorante basico. Il nome deriva dal medico J. C. Gram che l’ha scoperta nel 1884. Altra distinzione e’ quella in aerobi ed anaerobi: cioe’ la capacita’ di questi microrganismi di sopravvivere in ambiente con o senza la presenza di ossigeno. Poi ci sono anche gli anaerobi facoltativi… ma non entriamo nel dettaglio…

(5) Gruppo sanguigno: e’ determinato dalla presenza di antigeni specie-specifici sulla superficie dei globuli rossi: i gatti possono essere di 3 gruppi sanguigni: A, B a AB. La maggior parte dei gatti europei e’ di gruppo A, il gruppo B e’ diffuso specialmente in particolari razze (persiani, sphynx, devon rex ecc) e il gruppo AB e’ rarissimo (0.4% dei gatti di gruppo B). Nei gatti di gruppo B sono presenti potenti anticorpi anti-A; sono invece meno pericolosi gli anticorpi anti-B nei gatti di gruppo A; i gatti AB non hanno anticorpi anti-A o anti-B. In ogni caso prima di effettuare una trasfusione si deve SEMPRE determinare il gruppo: il rischio e’ quello di pericolose e potenzialmente letali reazioni emolitiche (cioe’ di distruzione dei globuli rossi).

(6) Un gatto puo’ essere FeLV senza risultare positivo a nessun esame sierologico. Ci sono infatti dei casi, non rarissimi, di FeLV latente. Un gatto entra in contatto con il virus, si infetta e risulta positivo alla ricerca antigenica sul sangue (i normali test) ma dopo alcuni mesi puo’ tornare ad essere negativo. E in questo caso si hanno due possibilita’: o c’e’ stata una remissione completa, o il virus si e’ localizzato nel midollo.

(7) I corticosteroidi (es prednisolone) sono farmaci da usare con estrema attenzione sui gatti FeLV (e FIV) positivi per via del loro effetto immunosopressivo.

(8) Piotorace: si tratta di una flogosi suppurativa della cavita’ toracica che determina un accumulo di pus nel cavo pleurico. Solitamente e’ di origine batterica, o per via di un’infezione dovuta ad un corpo estraneo (es forasacco nei cani). Si tratta di una patologia grave trattabile con procedure mediche e/o chirurgiche. Tipicamente si interviene con il posizionamento di un drenaggio per permettere la fuoriuscita del pus e i lavaggi.

(9) Antibiogramma / carbopenemi. L’antibiogramma e’ un esame di laboratorio che consiste nel porre in coltura il campione al fine di individuare gli antibiotici cui quei batteri sono sensibili. I carbopenemi sono una classe di antibiotici beta-lattamici ad ampio spettro di uso ospedaliero.

Fivone: carcinoma squamocellulare

E' un tumore che colpisce prevalentemente orecchie, naso, palpebre dei gatti a pelo chiaro; bianchi e bianchi e rossi.
Se individuato precocemente ci sono ottime possibilita' di guarigione completa: innanzitutto con la chirurgia, asportando la parte colpita con margine adeguato. Su questi casi si possono avere anche ottime risposte con la radioterapia. Conosciamo la storia di una gatta di nome Carla con un tumore di questo tipo sulla lingua che lo ha colpita ormai piu' di tre anni fa. Malgrado il costo e le difficolta' logistiche piu' che "importanti" di questo genere di cure era stata portata in Svizzera, e sottoposta alla radio. Dopo 3 anni senza recidiva e una qualita' di vita assolutamente normale si puo' considerare felicemente guarita.

Fivone era arrivato qui come un FIV+ quasi 3 anni fa: aveva un'orecchio un po' "mangiato": gli era stato tolto completamente il padiglione auricolare (conchectomia). era poi un carcinoma... ma preso in tempo non destava preoccupazione. E' vissuto bene fino all'autunno scorso: aveva si' da tempo un fastidio agli occhi, ad uno in particolare, cui pero' non e' mai stato dato troppo peso. Con tutti gli agenti infettivi che circolano in un posto con tanti gatti un occhio un po' brutto e' l'ultimo dei problemi.

Non e' stato cosi' perche' quando quell'occhio e' ancora peggiorato si e' visto che non era una banale infezione. E' stato tolto ...e questo sarebbe stato il meno, ma ormai troppo tardi. Qualche mese dopo sembrava che si fosse formato un ascesso. Sembrava... anche se in effetti un'infezione c'era, ma la causa prima era un'altra, era quella: la recidiva del carcinoma come ha confermato l'istologia. Da allora le cose sono sempre progressivamente peggiorate, Con una TAC che e' stata fatta piu' per scrupolo che altro abbiamo contattato il Centro Oncologico Veterinario: al massimo, in quelle condizioni, c'era la possibilita' di un trattamento palliativo. Abbiamo fatto qui solo le terapie palliative e per il dolore. Stasera l'ho salutato...

SI e' sbagliato a non intervenire subito, a sottovalutare un sintomo. Non lo fate! Anche quando quel sintomo sembra una cretinata.
Ricordate sopratutto che su questi tumori si puo' intervenire, che non sono, o almeno non sempre "incurabili". In primis con la chirurgia, in altri casi anche la radioterapia da' buoni risultati: non fate come stupidamente ha fatto chi scrive che si e' deciso ad intervenire quando ormai era troppo tardi. (19/2/14)

Due storie diverse: Cenerino e Tigrotto...

Due storie diverse: una per il momento andata bene e un'altra no. Raccontiamo prima quella bella perche' il lieto fine non e' certo la norma in questo "mestiere".

Cenerino e' arrivato qui circa 9 mesi fa: provenienza "veterinari" come scritto sul database. E' il solito caso del gatto FIV o FeLV (lui e' FIV), malandato, che nessuno vuole piu' curare e quindi da tanax. Uno dei tanti che si beccano il farmaco che funziona sempre. Lui aveva una bocca "da schifo" (termine poco scientifico che pero' rende l'idea), una pancreatite, un 24 di ematocrito quindi perfettamente nei "reference range" della Cincia (ma non certo in quelli reali) ...e pure un po' scontroso se non proprio antipatico. In questi mesi aveva tirato avanti tra alti e bassi: cicli di antibiotico e/o fluidi quando stava male, poi di nuovo a casa. Fino all'ultima volta quando anche le solite terapie di sostegno, i soliti antibiotici e le solite flebo non erano servite a nulla. Era dimagrito in modo vistoso, e stavolta era preso anche il fegato: 3 di bilirubina e quelle urine giallo fosforescenti che dicono di piu' di un esame...

Lo porto a casa con l'intenzione questa volta di piantarla li': farlo morire tranquillo, perche' non aveva davvero piu' senso.

Una sera, senza nessuna convinzione, si valuta di provare un nuovo antibiotico: un fluorochinolone di nuova generazione. Ci stava il FIV, come pure un'infezione batterica a carico del fegato: provare, a qual punto non costava nulla. Dopo un paio di giorni lo vedo mangiucchiare due crocchette, il giorno dopo si interessa all'umido e dai e dai, nel giro di qualche giorno, quel cadaverino chiedeva il cibo e lo mangiava di gusto... e di pisciate giallo fosforescenti ne trovavo di meno... Facciamo passare un paio di settimane e controlliamo di nuovo la bilirubina: uno e qualcosa. Sempre tanto visto che il massimo e' 0.2 ma decisamente meglio. Abbastanza da provarci con un'anestesia per sistemare quella bocca. Pulizia e tre denti tolti (con le radici... importante); un "giro" di interferone e sempre la copertura antibiotica. E' andata bene. Oggi continua a mangiare, e' relativamente vivace e pian piano sta riprendendo peso. Poi magari, vista la pessima compagnia, si becchera' pure il FelV... ma intanto e' vivo. E checche' se ne possa dire e' la cosa che conta di piu' per tutti.

Importante: non e' una "scoperta" ma non sottovalutate mai i denti: spesso queste infezioni da locali possono diventare sistemiche e colpire organi vitali: non e' "estetica", o eccessiva attenzione curare i denti degli animali... tante volte e' la strada per evitargli problemi importanti e vitali.

Tigrotto: provenienza "ritrovamenti". Ce l'ha portato una signora di qui che gia' conoscevamo che era riuscita a prendere questo randagio che aveva un occhio completamente distrutto. Aveva tutta l'orbita infetta e necrotica, disidratazione da paura, le mandibole anchilosate da una lisi ossea probabilmente riconducibile a quel processo infettivo che di certo "lavorava" da tempo. Il tempo di stabilizzarlo e idratarlo e va in chirurgia per chiudere quell'orbita (l'occhio non c'era piu'). Cosa non facilissima tanto che gli avevano dovuto "tirare" la pelle ed era rimasto con labbro un po' sollevato. Anche l'altro occhio era partito, ma chissenefrega. Ovviamente tra intervento e mandibola anchilosata di suo non mangiava e quindi e' stato "sondinato" (si mette cioe' un sondino esofageo e lo si alimenta tramite una siringona di pappa 3 volte al giorno). Viene a casa e andiamo avanti con questa cosa per un paio di settimane...
Poi peggiora, va in ipotermia; gli esami danno 50.000 bianchi (e sono tanti...); una lastra evidenzia che l'infezione e' arrivata (almeno) alle ossa del cranio ...e quindi possibile/sospetta encefalite. Si cambiano antibiotici (dove lo fai un antibiogramma??), fluidi, le solite cose... Sembra migliorare. I bianchi scendono un po' e lui e' piu' vigile, meno abbattuto. Adesso lo imboccano con la siringa (il sondino e' stato tolto) e manifesta qualche accenno di interesse al cibo. L'occhio e' ormai guarito e qualche piccola speranza c'e'...
L'altro giorno ero in clinica e lui prende col suo miagolio strano, quel vocalizzare che gli era abituale ma che di solito e' un sintomo grave. Lo tiro fuori dalla gabbia ...e mi muore tra le braccia... ...

Si', avessi fatto l'eutanasia subito sarebbe stato meglio. Questo pero' lo sai dopo, lo puoi sapere "solo" dopo.
Tigrotto l'aveva trovato una signora di qui che avevo conosciuto quando Cercocasa, un bravissimo selvaticone aveva preso il vizio di scappare e andare sempre da lei. Ci teneva un sacco anche lei a Tigrotto e succede di rado. Tante volte la gente chiamandoci per un gatto gioca un po' a scaricarsi la coscienza. In questo caso proprio no.

Due storie legate da uno stesso filo: il provarci. Nel rispetto dell'animale e di come loro possono vivere cure, manipolazioni e ricoveri ma allo stesso tempo nel considerare la loro vita importante ed unica come lo e' per tutti gli esseri senzienti. E fare il possibile per salvarli. Sapendo che tante volte si sbaglia, ma che ben peggio sarebbe il non fare nulla.

Ciao Tigrotto, non ho nemmeno una foto ...ma che importa...

Ronnie

Ronnie e' un gatto maschio di circa 2 anni. Lo scorso novembre (siamo nel 206) e' stato trovato ferito lungo uno dei corsi piu' trafficati di Torino. Ronnie era stato appena investito da un'auto, ma il conducente non si era nemmeno preoccupato di fermarsi per accertarsi delle sue condizioni. I suoi soccorritori lo hanno immediatamente portato presso il veterinario piu' vicino che ha diagnosticato una frattura vertebrale e un'ernia addominale traumatica. Nei giorni seguenti tutti i tentativi fatti per ritrovare l'eventuale proprietario sono risultati vani e nonostante vari appelli nessuno si e' fatto vivo.

Quindi i suoi soccorritori si sono rivolti a noi che ci siamo resi disponibili ad accoparcene e lo abbiamo trasferito presso una clincia dove a seguito di due delicati interventi chirurgici la frattura e' stata stabilizzata e l’ernia addominale risolta.

Dopo l'intervento chirurgico alla colonna vertebrale con il ricovero presso Riabilitaria, una clinica per la riabilitazione fisioterapica degli animali, si e' cercato di dare a Ronnie tutte le chance per un buon recupero. Purtroppo pero' il danno al midollo spinale e' stato tanto grave che il gatto non ha recuperato la sensibilita' sulle zampe posteriori e quindi tuttora non e' in grado di alzarsi e camminare. Inoltre Ronnie non e' piu' capace di fare pipi' da solo e va aiutato: tre volte al giorno e' necessario che qualcuno tramite il massaggio vescicale lo faccia urinare.

Rispetto ai primi giorni ci sono comunque stati importanti miglioramenti: oggi riesce a mantenere la posizione eretta (vedi foto) e ha recuperato un buon tono muscolare: la fisioterapia non e' certo stata inutile, anzi! E' stata parte essenziale del percorso terapeutico che completa e rende effettivo il lavoro del chirurgo.
Senza voler alimentare illusioni nel modo piu' assoluto, va detto che su questi casi e' difficile stabilire se questo e' il massimo recupero ottenibile o se potranno esserci ulteriori, magari piccoli, miglioramenti: in fondo sono passati solo 3 mesi... e in questi casi non e' molto.

A parte i problemi di deambulazione causati dall'incidente, Ronnie gode di ottima salute: e' un gatto sano, non ha malattie che possano mettere in pericolo la sua salute o quella di altri gatti (e' FIV/FeLV negativo), e' stato gia' trattato contro tutti i parassiti e vaccinato.
Ronnie e' molto socievole con le persone e con gli altri animali, durante questa permanenza a Riabiliatria si e' fatto anche molti amici tra i cani ricoverati,e' un mangione e ama in particolare le crocchette, gli piace giocare con la palla e fare le passeggiate nel giardino di Riabilitaria con l'aiuto di un sospensore (una mutandina collegata ad un guinzaglio che regge ed accompagna le sue zampe posteriori).
Dato che ormai, miracoli a parte, le speranze che Ronnie possa tornare a camminare sono davvero minime, si sta cercando di insegnargli ad usare un carrellino perche' possa riacquistare un po' della sua autonomia da gatto e nel gironzolare da solo per casa e nel giardino.

Epilogo...

Per Ronnie non e' stata trovata alcuna adozione: si', qualche richiesta l'abbiamo avuta, persone disponibili e volenterose, ma che non erano nelle condizioni per gestire un gatto come lui. Oltre ad imparare la manovra del massaggio vescicale (...o volgarmente detto a spremerlo), ha anche bisogno di una casa con non troppi gatti, ci vuole disponibilita' di tempo per farlo urinare almeno due, tre volte al giorno. Condizioni obiettivamente difficili...
Pero', per una volta e' andata bene e Ronnie e' ormai ufficialmente
la mascotte di Riabilitaria
Li' sta benissimo: quando c'e' bel tempo passa tutta la giornata in giardino. Caccia le lucertole (si', ci riesce lo stesso :-)), fa la corte alla gatta dei vicini (pare non sia troppo corrisposto, ma vabbe' ...); la notte va a dormire nella sua cuccia con i cani ricoverati con i quali non ha problemi.
Dobbiamo ringraziare Carlo, Francesca e tutte le persone di Riabilitaria per avergli dato ospitalita': senza di loro saremmo stati davvero in difficolta'... Grazie ancora!

E' stato un inutile azzardo ad operarlo? Obiettivamente si' perche' se non avessimo trovato quest'ottima sistemazione sarebbe stato difficile... Pero', lo abbiamo fatto, e lo rifaremmo ancora perche' non vogliamo darla vinta al cinismo dei tanti veterinari che i gatti cosi' li "curano" ...in modo definitivo; o per quelli che, spaventati dalla loro condizione, gli farebbero lo stesso trattamento in nome di uno sbagliato senso di pieta'.

Ronnie non sta "soffrendo". E' un gatto giovane che cerca le coccole come tutti E' solo un gatto con handicap, che vive la stessa, identica condizione di migliaia di persone vittime di traumi od incidenti.

Perche' un umano nelle sue condizioni si cura e ad un gatto si danno, quando va bene, i "quindici giorni"?

Noi, continueremo a lavorare, per Ronnie e per gli altri, perche' di fronte alla malattia e alla morte non esistano differenze di specie.

Eluanina

Delle persone portano in clinica una gattina che hanno trovato investita. Ha un trauma cranico gravissimo, contusione polmonare, la frattura del bacino e una lussazione sacro-coccigea. La situazione neurologica peggiora, il sospetto di un ematoma intracranico e' forte, ma comprensibilmente chi l'ha soccorso si assume il carico economico delle prestazioni di pronto soccorso e dei primi accertamenti ematologici e radiografici, non certo dei costi di una TAC e di una eventuale chirurgia intracranica. E' un gatto che lascia poche speranze anche perche' non respira autonomamente.

L'unica e' il coma farmacologico, l'intubazione, la respirazione assistita e la terapia medica per l'edema celebrale, ma in casi gravi come questo c'e' una probabilita' altissima, quasi una certezza statistica, di seri danni permanenti.

Giulia aveva gia' pronto l'anestetico... era la soluzione piu' giusta e umana in questi casi. In quel preciso momento, e non e' un film ma e' andata proprio cosi', arriva Davide per il cambio turno... Davide lo conosciamo, e' un matto :) prima ancora che un bravo medico di terapia intensiva. E da matto... vuole provarci.

La micia viene sedata, intubata e mantenuta in ventilazione, in flebo con cateterismo intraosseo (per l'impossibilita' di avere altri accessi venosi) poi, dopo oltre 10 ore, si prova a farla respirare da sola... e respira. Ha convulsioni, non si regge in piedi, non vede, non urina...

La prima volta che l'ho vista, dopo qualche giorno, aveva la flebo (normale...), il sondino naso-gastrico per alimentarla, ma non si reggeva in piedi... Mi sono chiesto, io che voglio sempre "provarci", che non voglio mai rassegnarmi all'eutanasia... che senso avesse.... Che senso poteva avere farla vivere in quelle condizioni?

Passano i giorni, e una sera me la fa vedere che cammina... poi la rivedo senza sondino... che mangia da sola... che comincia a fare un po' di pipi'... che non e' piu' completamente cieca ma solo fortemente ipovedente.

L'ha chiamata Eluana... perche' il suo stato ricordava troppo quell'Eluana (umana) che una pervicace, gretta ideologia ha condannato a una agonia di 17 anni. Quel nome, li'; per li' mi e' sembrato quasi uno sberleffo a quella povera ragazza ridotta in stato vegetativo nel fiore dei suoi anni.

Ora si puo' sciogliere la prognosi di Eluanina e possiamo dire che ce la fara', che ritornera' a vivere una normale vita da gatta.

L'Eluana umana non ce l'ha fatta, la piccola selvatichina si'. Quel nome e' giusto... l'ho capito dopo che non e' un offesa ai tanti che il destino ha condannato, ma un grido di speranza per tutti quelli che possono, che potrebbero farcela.

Giulia non stava sbagliando, ma Davide ha fatto la cosa giusta: ci ha provato, e questa volta e' andata bene. Altre volte no, come con Sordina2 che non ha avuto la stessa fortuna. Ha fatto la cosa giusta perche' ha fatto tutto il possibile per salvarla, altra cosa se si fosse ostinato a mantenerla in vita ad ogni costo: quello sarebbe stato egoismo e presunzione.

Ma quello che ha fatto, no. Ha fatto il medico. Grazie...matto... :)

Micetta Polverina...

Era il 21 agosto scorso e nell'aprire una mail l'occhio cade subito sulle due parole chiave "micetta" e "abbandonata"...ooh miii... un altro! Non sara' fine, ma se qualcuno vi fa credere che in una qualunque associazione si facciano salti di gioia all'ennesima richiesta di aiuto per un gattino... beh, sono balle....

Nella mail, il nostro interlocutore diceva che non trovando nessuno sul posto, intendeva portare a Torino questa micina che aveva raccolto in un paesino del sud e ci chiedeva se potevamo occuparcene noi. Non era una persona esperta di gatti e come prima cosa gli abbiamo dato le solite "dritte" sull'alimentazione e sul viaggio... e gli abbiamo detto... "vabbe', ne abbiamo una ventina ma la prendiamo; ci dia solo una mano a trovarle un'adozione".

La scorsa settimana l'aspettavamo... ma niente. Non e' certo la prima volta che qualcuno ci chiede una mano per un gattino, e poi non se ne sa piu' nulla....
Passano altri giorni e questa persona, ringraziandoci, ci scrive che la micetta Polverina e' stata adottata in un'ottima famiglia... e questa volta un bel :-))) ci vuole! Per la micetta e per questa persona.

Questa persona, non e' un eroe, non ha fatto niente di eccezionale... ha semplicemente fatto "la cosa giusta". Ha agito secondo coscienza, e si e' impegnato - in prima persona - per salvare un animale.
Basterebbe questo: che ognuno facesse la sua parte, che la si smettesse di delegare, di fingere a se stessi che "ci pensa qualcun altro". NO, non c'e' ne' ci puo' essere nessun altro. Dobbiamo essere noi, personalmente, a farci carico del gattino abbandonato in cui incappiamo, dell'ingiustizia che si consuma sotto i nostri occhi.


Grazie! ...e i migliori auguri alla micetta Polverina!

Met, ve la ricordate?

Ve la ricordate Met? La gattina con intolleranze alimentari che per forza di cose dovevamo tenere in gabbia? ...Ebbene e' stata adottata come meglio non si poteva! Ha trovato una famiglia che non aveva gatti ma che li conosce bene, che non si e' "spaventata" del suo piccolo handicap e sopratutto che ha saputo capirla e dargli il tempo di inserirsi al meglio.

Abbiamo purtroppo avuto casi di gatti "restituiti al mittente" perche' nel giro di pochi giorni (o anche meno) non si adattavano al nuovo ambiente... e Met non era certo un caso facile. E' arrivata qui in gabbia trappola, catturata dai vigili a casa (o nel cortile) di una persona che era mancata. Ci aveva messo il suo tempo ad ambientarsi da noi, poi questa intolleranza e mesi di gabbia. Come avrebbe reagito ad un nuovo cambio di ambiente? Francamente avevamo piu' di qualche preoccupazione perche' sappiamo che questi stress possono essere molto pericolosi per i gatti.
Quando e' arrivata nella sua nuova casa, tutto era diverso: qui pochi umani e tanti gatti, la' da sola, diversi umani... e un criceto... E' stata nel suo trasportino per un paio di giorni, senza mangiare e senza fare i suoi bisogni; poi piano piano ha cominciato ad esplorare, ...ha fatto quello che doveva, si e' trovata il suo angolino e da ll', poco alla volta ha cominciato a farsi avvicinare e a farsi accarezzare. A distanza di quasi un mese, non si puo' dire che sia del tutto inserita pero' e' decisamente sulla buona strada... e fra non molto si mettera' a dormire sul letto dei suoi nuovi compagni umani.

Tutto questo grazie alla pazienza e alla comprensione di Irene e della sua famiglia che hanno saputo aspettare, senza forzarla, senza farle mancare, a distanza come lei voleva, un grande affetto.
Accogliere un gatto non e' difficile ne' ci vuole chissa' quale "preparazione": basta un po' di sensibilita' e sopratutto la capacita' di immedesimarsi in quello che puo' provare chi si trova catapultato in un ambiente del tutto nuovo ed estraneo. Loro l'hanno capito e hanno regalato alla Mettina una nuova vita... fuori dalla gabbia.

Mao Vincent

La storia di Mao Vincent inizia per noi con una mail, tra le tante che si ricevono, in cui si chiedeva aiuto per questo gattino. Per noi sarebbe stato difficile accoglierlo, ma sopratutto non sarebbe stato il posto migliore per lui.
Sonia l'aveva trovato sotto casa sanguinante ed in fin di vita perche' preso a bastonate quando aveva circa due mesi. Aveva subito un grave trauma al bacino e non riusciva ne' ad urinare ne' a defecare... e nemmeno a camminare.

E' stato curato, e bene, per lunghi mesi e pian piano e' migliorato. I gatti giovani hanno grndissime capacita' di recupero e lui lo ha dimostrato alla grande. Trovargli una sistemazione non e' stato facile ma alla fine ha trovato questa casa e come potete vedere si e' ambientato alla grande.
Il brutto anatroccolo e' divento principe... e ha trovato pure la reggia :-)

Fateci dire... secondo una "certa logica" lui era un gatto da sopprimere. Adesso vedete com'e'... Non sempre va cosi' bene, ma quando c'e' la volonta' di salvarli, quando si incontrano dei bravi veterinari e un po' di fortuna ci si riesce. Sopratutto pero' lo si deve volere, perche' il "tanto non serve a niente" e' davvero l'unica cosa che non serve a niente: ne' a quell'animale che aspetta il nostro aiuto ne' alla nostra coscienza.

Ciao, Sordina2

Molti di voi ricorderanno Sordina, la gatta con un tumore alle orecchie cui abbiamo dedicato un numero speciale. Di "sordine" ne abbiamo avuto un'altra, pero' questa era una vera selvatica. Era arrivata nella colonia della fabbrica e nel giugno scorso ci siamo accorti che aveva un carcinoma in stato avanzato che gli aveva letteralmente mangiato un orecchio. Io e Manu abbiamo fatto non so quanti tentativi per catturarla nella speranza che fosse ancora operabile. Alla fine ci siamo riusciti e l'operazione e' andata bene.

Quando si e' trattato di rimetterla in colonia non e' stato facile: ma era selvatica, quello era il suo ambiente, ed era quindi giusto cosi', anche se vorresti tenerli tutti...
Poi quella fabbrica ha chiuso, il custode di una fabbrica vicina si e' reso disponibile ad accogliere la colonia, a mettere delle cuccette e a dargli da mangiare. Sordina e gli altri dovevano spostarsi solo di poche decine di metri.

Si e' ripresa benissimo, e sempre piu' spesso si univa agli altri che venivano a mangiare dove lavoro. Tante volte i colleghi che la vedevano cosi' senza orecchie mi chiedevano preoccupati se sapevo cosa gli fosse successo, se qualcuno gli aveva fatto del male. "No, e' stato il chirurgo..." li rassicuravo raccontando loro la storia. Sordina2 era diventata la prima donna della colonia :-)

Quel tipo di tumore se lo predi all'inizio e' una (relativa) stupidaggine: si toglie tutto o in parte il padiglione auricolare e i rischi di recidiva sono contenuti. Non era pero' il suo caso che ha dovuto subire l'asportazione dell'orecchio interno con un margine davvero minimo.
E la recidiva, puntuale, e' arrivata, e' cominciata a dimagrire e negli ultimi tempi era davvero in condizioni penose. Quando hai a che fare con un selvatico e' ancora piu' difficile... Alla fine l'abbiamo presa, o meglio si e' fatta prendere. Aveva fame, si buttava sul cibo ma non riusciva a mangiare.

Quando sono arrivato in clinica, cosi' magra e senza orecchie qualcuno l'ha presa per un furetto. Non avevo speranze. Poi e' stata brava, si e' fatta pulire l'infezione che aveva, mettere la cannula e poi il sondino per potergli dare da mangiare. Gli esami erano buoni, ha risposto bene alle cure, la sindrome di Horner (un'infiammazione ai nervi dell'occhio) che poteva essere causata da una massa neoplastica era sparita in un paio di giorni. C'era una minima speranza che non si trattasse di una recidiva o che si potesse tentare una chemio o una radioterapia.

La situazione era stabile, il giorno successivo era in programma un citologico. Tutto bene. Poi, due o tre ore dopo, mi chiamano per dirmi che e' morta...
Ciao, piccola...