In questa sezione troverete articoli che trattano argomenti di veterinaria: "riassunti" a carattere divulgativo di articoli scientifici, considierazioni nostre sulle tematiche sanitarie dei rifugi, articoli divulgativi ed informativi ma sempre attinenti la medicina veterinaria.

Non si muore di FeLV

L'articolo è stato rivisto e aggiornato: qui la nuova versione.

La solita storia dei "test FIP"

L'articolo è stato rivisto e aggiornato: qui la nuova versione.

Gestione di una epidemia di panleucopenia in un rifugio

L'articolo è stato rivisto e aggiornato: qui la nuova versione.

Regole minime per l'accoglimento di gattini in un rifugio

L'articolo è stato rivisto e aggiornato: qui la nuova versione.

Studio sull'efficacia della propentofillina su FIP

Riportiamo un breve riassunto, per "non addetti ai lavori", di uno studio sulla peritonite infettiva felina (FIP) perche' ci sembra importante parlare di questa grave patologia e per sviluppare alcune considerazioni su cui riflettere: prima di tutto l'articolo.

Lo studio

Si tratta di uno studio (1) randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo (2) sugli effetti di un farmaco chiamato Propentofillina in relazione al tempo di sopravvivenza e qualita' della vita in gatti affetti da FIP. Come tutti sappiamo la FIP (da non confondersi con la semplice positivita' al coronavirus FCoV) e' una patologia che porta a morte i gatti, e specie nella forma effusiva (cosiddetta "umida") nell'arco di giorni o settimane: purtroppo ad oggi non esiste alcun caso dimostrato di guarigione.

Poiche' sono stati descritti alcuni casi in cui l'uso della pentossifillina (3) sembra aver prolungato la vita di gatti con la FIP, questo studio si propone l'obiettivo di valutarne appunto l'efficacia. L'ipotesi da verificare e' che questo farmaco possa diminuire la grave vasculite che e' responsabile della maggior parte dei segni clinici che si manifestano in corso di FIP.

Lo studio ha coinvolto 23 gatti giunti alla Clinica Veterinaria dell'Universita' di Monaco di Baviera (Germania) con una diagnosi certa di FIP ed i cui proprietari hanno firmato il consenso informato alla sperimentazione. Si tratta, dunque, di uno studio effettuato su gatti che si sono ammalati in modo naturale. I gatti sono stati suddivisi in 2 gruppi: entrambi i gruppi hanno ricevuto un trattamento completo in caso di FIP (aspirazione per centesi del versamento, glucocorticoidi, antibiotici, eparina). Un gruppo ha, poi, ricevuto il farmaco da testare, mentre all'altro gruppo e' stato somministrato un placebo. Per la prima settimana di trattamento, i gatti sono stati ricoverati o portati giornalmente alla clinica: ogni giorno sono stati sottoposti a controllo clinico ed ecografico per valutare e trattare l'eventuale presenza di versamento addominale o/e toracico. Compatibilmente con le loro condizioni cliniche, i gatti ricoverati sono poi potuti ritornare a casa ed ai proprietari e' stato chiesto di compilare un diario giornaliero con i dati clinici e comportamentali degli animali. A cadenza settimanale sono anche stati fatti dei normali prelievi di sangue i cui risultati sono poi stati valutati secondo criteri statistici.

Senza addentrarci nello specifico medico e tecnico dello studio, basti dire che l'analisi dei dati non ha purtroppo dimostrato alcuna differenza statisticamente rilevante tra i 2 gruppi di gatti: l'uso della propentossifillina non e' servito ne' a prolungare la vita dei gatti con FIP ne' a migliorare i risultati degli esami effettuati o la qualita' di vita. Secondo gli autori dell'articolo questo risultato negativo potrebbe essere dovuto a diverse cause tra cui il fatto che il farmaco impiega dalle 2 alle 4 settimane per essere pienamente efficace ed in questo periodo di tempo diversi gatti partecipanti allo studio sono deceduti.

Note:

(1) Randomized, Placebo Controlled Study of the Effect of Propentofylline on Survival Time and Quality of Life of Cats with Feline Infectious Peritonitis: Y. Fischer, S. Ritz, K. Weber, C. Sauter-Louis, and K. Hartmann, pubblicato su Journal of Veterinary Internal Medicine, 2011;25:1270-1276

(2) il metodo del "doppio cieco" consiste nel suddividere i pazienti in due gruppi scelti in modo casuale: al primo viene somministrato il farmaco in esame, al secondo un placebo, cioe' un composto senza alcun effetto terapeutico. Il metodo di somministrazione e' tale per cui nessun paziente come nessun medico che partecipa allo studio puo' sapere a chi viene somministrato il farmaco vero o quello "finto" (il placebo). Questo metodo serve ad annullare le interferenze (bias) dovute a valutazioni soggettive ed a valutare in modo obiettivo la reale efficacia di un principio attivo rispetto ad uno sicuramente inattivo ed inefficace.

(3) Pentoxifillina e pro-pentoxifillina: principi attivi molto simili usati in umana nella cura delle patologie vascolari periferiche (Alzheimer, ischemie cerebrali, ecc); la pro-pentoxifillina e' registrato in Germania per uso veterinario. (propentofillina Karsivan)

Vermi polmonari nei gatti: infezione da Aelurostrongylus Abstrusus

L'articolo è stato rivisto e aggiornato: qui la nuova versione.