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Una brava veterinaria

Piccolina è una di quelle piccole pesti che non stanno mai ferme e non si fanno gli affari loro... insomma una di quelle rompiballe che da sole bastano a riempire una casa.

Un giorno mi accorgo di una procidenza della terza palbebra e senza troppe preoccupazioni la porto a vedere (di solito è sintomo di un banale mal di pancia). Più tardi mi chiamano per dirmi che la cosa non è tanto bella, che non è solo una questione di terza palbebra ma c'è anche un'anisocoria. "Mai sentito: cos'è?" si tratta delle pupille che hanno un diametro differente, è un sintomo di carattere neurologico... e non si può escludere la FIP.

... Da poco era morta Soffietta (di FIP) e Piccolina aveva allora poco più di un anno: quindi l'ipotesi ci stava... Gli esami avevano escluso la toxo e il profilo dell'elettroforesi poteva essere compatibile con la FIP. Gli avevano anche fatto delle ecografie e non so più cos'altro. Se non fosse che stava benissimo, tutto sembrava indicare quello.

A questo punto bisognava sentire Stefano. Gliela porto, guarda come cammina (e come si struscia), controlla gli occhi, e guarda le orecchie. La diagnosi è senza ombra di dubbio: "sindrome di Horner, ha le orecchie piene di acari, dagli un pò di Tresaderm e vedrai che le passa". Niente altro che un'irritazione dei nervi che afferiscono al globo oculare? Dietro mia insistenza gli abbiamo poi fatto un prelievo per la ricerca del coronavirus con la PCR, mi sembrava troppo bello che fosse una scemata del genere!

Alla sera comunque il Tresaderm glielo dò, ...e al mattino dopo gli occhietti erano già molto migliorati :-)
L'esito della PCR è poi risultato effettivamente positivo, ma come diciamo sempre, la positività al coronavirus non significa avere la FIP, e il caso di Piccolina lo dimostra.

Qualche tempo dopo la veterinaria che aveva seguito Piccolina mi chiede notizie: "ah, ho guarito la FIP col Tresaderm, sai?" gli dico ridendo... Quando gli racconto la storia, lei si mette le mani capelli: "Tutto abbiamo guardato, tutto meno le orecchie, non è possibile..." e non la finiva più di ringraziarmi...

E l'ho ringraziata anch'io, e di cuore, perche' ero sicuro che era stata seguita con scrupolo e competenza. Ma a volte si parte con un'ipotesi e ci si intestardisce in quella tralasciando altre strade, magari tanto più semplici e dirette. A volte poi, si sbaglia e basta, ma non tutti sono capaci di riconoscerlo. Lei invece lo è stata.