Oggi sarebbe inaccettabile, ma in fine ottocento il circo Barnum ha fatto la sua fortuna, non solo usando gli animali, ma esibendo i deformi, gli "scherzi della natura", le donne barbute, i gemelli siamesi. I "freaks" servivano a stupire, a solleticare la curiosità morbosa della gente e quindi a fare cassa. Gli animali avevano ed hanno lo stesso scopo: attirare il pubblico ed esprimere forza e dominanza. Lo spettatore tende ad identificarsi col più forte, col domatore in questo caso, ed a sentirsi anche lui col potere della frusta in mano.
L'essenza e la ragione profonda che attira ancora tanta gente al circo è questa: identificarsi col domatore, sentirsi dalla parte di quelli che possono comandare con uno schiocco di frusta. Ci sono anche i numeri comici, divertenti, quelli che fanno ridere. La foca che tiene la palla in equilibrio con il naso, l'elefante che si alza sulle zampe, la ballerina sul cavallo... Ridere degli animali significa ridere dei deboli, portare i bambini al circo significa insegnare loro che i più deboli e i diversi sono oggetto di dileggio e di scherno. Oggi, gli animali sostituiscono i freaks del circo Barnum di un secolo fa.
I circensi dicono che gli animali sono "trattati bene" e che li addestrano senza violenza. Non è vero, e decine di testimonianze e di indagini sotto copertura dimostrano purtroppo il contrario. Non è vero perché il semplice fatto di detenere animali selvatici fuori dal loro ambiente, e in un clima che non è il loro è di per sé un grave maltrattamento. Non è problema di "regole" che non vengono rispettate, di circensi bravi o cattivi. Le normative CITES che regolano la detenzione di questi animali, anche qualora fossero rispettate in modo rigoroso e venissero anche riviste in senso restrittivo, non sarebbero la soluzione al problema.
Il circo deve liberarsi degli animali, deve recuperare la sua migliore tradizione e adattarsi ad una mutata sensibilità dell'opinione pubblica. In alcuni paesi è vietato l'uso di animali selvatici, in diversi altri è vietato l'utilizzo di tutti gli animali, compresi quindi anche i cavalli. Anche in Italia è stata di recente presentata una proposta di legge in questo senso.
Poche settimane fa, a Milano, c'è stata una conferenza stampa di ADI e AgireOra Network per la presentazione di una una campagna contro l'uso degli animali nei circhi che si basa su nuovi filmati che documentano la brutalità degli addestramenti, e sulla testimonianza di un ex circense che ha trovato di coraggio di denunciare le violenze di cui è stato testimone[1].
Il circo non deve sparire ma anzi deve crescere, e per farlo deve estripare da sé quel cancro costituito dall'utilizzo degli animali. I businessman del circo però non lo faranno mai se non ne saranno costretti: dalle leggi, ma sopratutto dalla pressione dell'opinione pubblica e dagli incassi al botteghino. Noi tutti possiamo fare molto contro questo spettacolo anacronistico e diseducativo che comporta la prigionia e violenza per milioni di animali in tutto il mondo. Non ci dobbiamo andare e consigliare ai nostri amici di fare altrettanto: ma dobbiamo anche partecipare alle iniziative informative, ai presidi che vengono organizzati contro i circhi con animali[2]
C'è qualcuno che i volantini li rifiuta con un "l'ho già preso" ("...ma dove?"), quelli cortesi che ti dicono "no, grazie", quelli che sbuffano o peggio. Tanti però li prendono e non te li buttano a terra davanti al naso. Tanti li leggono. Non ti ricordi tutte le facce, ma quella mamma con i due ragazzini mi era rimasta impressa. Quando me la vedo ritornare indietro a ringraziarci, rivolgersi ai bambini chiedendo loro se erano davvero convinti di non voler entrare... e loro che rispondevano di sì è stato davvero bello.
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