I miei felvotti
Leggende metropolitane e tradizioni popolari ci portano a considerare i gatti come degli animali indipendenti che si auto gestiscono; invece, io li paragonerei di più, a un bimbo di due, tre anni, che non cresce mai.
La differenza tra uno e l'altro è che, quando sei al lavoro, uno sta in casa da solo a fare la nanna, l'altro invece ti smonta la casa, gioca a fare il piromane e spalma dappertutto i trucchi di mammà. Il micio il sabato sera, sta volentieri da solo, non fa scene isteriche quando esci, e nei week-end non disdegna un trasferimento dai "nonni", contento delle due coccole in più che riceverà.
Un micio FeLV, io ne ho avuti cinque e ora ne ospito tre, hanno in più, il particolare che sono "bimbi" di salute cagionevole e tanto, tanto sensibili; attenzione quindi agli sbalzi di temperatura, alle infezioni e alle intolleranze...
Ricordo mia sorella, che nell'età prescolare dei miei nipoti, ha passato mesi interi a casa perchè, prima c'era il raffreddore del maschietto che immancabilmente lo passava alla sorellina, poi il morbillo, la rosolia, la tosse. Anche i miei mici, a volte, hanno la necessità di un antibiotico, e i capricci per buttare giù lo sciroppo per la tosse sono gli stessi di quelli dei bimbi.
Per un micio FeLV, anche il cibo è molto importante, quindi, mi premuro di scegliere quello più appetibile e adatto per loro, magari preparandolo in casa e risparmiando pure rispetto alle scatolette di "marca".
Anch'io, come le mamme, il mattino vengo svegliata, magari anche un'ora prima, dai miei tre "ragazzi". Apro gli occhi, e c'è Ruby in piedi sul mio petto, che mi fissa, una strusciata col muso e un miagolio; sposto lo sguardo, e gli altri due "moschettieri" sono subito dopo di lui, come per dire: "pappa per noi e caffè per te?".
Chi direbbe di no a tre faccine così simpatiche? Non parlano, ma vi posso assicurare che possono essere molto eloquenti quando vogliono. E quindi forza, anche se a malincuore, scendo le scale e dietro di me Ruby, Leo e Oscar, trotterellano vicino al mobile o al frigo a seconda di quello che preferiscono, o di quello che passa il convento. Dopo la pappa è il momento della spazzolatina al pelosone Oscar, ma vogliamo mica fare delle differenze? Anche se a pelo raso, una passatina ai due fratelloni la si dà.
Poi si passa alla pulizia della lettiera mentre loro, ormai a panciotta piena si rincorrono, e magari viene fuori qualche baruffa, dove basta un richiamo da parte mia, per mettere subito fine al malinteso. Leo, il più vivace, è sempre lui la pietra dello scandalo, ma è il primo a venirsi a strusciare, come per dire "mamma, sei arrabbiata?".
La giornata incomincia anche per me; quindi mi preparo, bacio mio marito, che dorme ancora, e i tre mici, che nel frattempo hanno occupato il mio posto nel lettone. E si parte per la giornata lavorativa. Al mio ritorno, quando arrivo dal cancelletto li vedo lì, col musino attaccato al vetro della finestra che mi aspettano. Apro la porta, e mi accolgono con un mare di fusa e coccole. In un istante, tutto ciò che poteva essere motivo di stress della giornata se ne va.
Preparo la loro pappa e la nostra, e poi tutti a tavola. Per me e mio marito la cena è come in qualunque altra famiglia; il tavolo, le ciotoline in basso dei mici, qualche capriccio per ottenere un bocconcino dalla mamma, e poi la tv con loro splamati sul divano tra di noi. E poi tutti a nanna. Questo quadretto da mulino bianco, nel caso dei mici FeLV è un pò diverso. A volte l'antibiotico o tutte le cure del caso, non possono farcela sulla malattia, e il micio sale sul ponte dell'arcobaleno...
Noi abbiamo deciso di ospitare mici FeLV perché siamo purtroppo approdati in questa dimensione per una serie di concause. L'incapacità e l'incompetenza di un veterinario ha fatto sì che Romeo, Rudy e Micetta si siano ammalati di FeLV. Leo invece, è con noi, perché le malattie, anche quelle degli animali, spaventano, e sapeste quanto poco ci mettono, talune persone a liberarsi di un micio malato! E infine Oscar che era in gattile, bellissimo, ma sempre scartato perche' FeLV.
I miei mici sono uguali a tutti gli altri, con le stesse abitudini, e richiedono lo stesso impegno che richiede qualsiasi altro animale, e cioè, nè piu' nè meno, la responsabilità che si ha verso un altro essere vivente. Come un "bimbo" appunto. Ma a volte si sottovaluta anche quella responsabilità, figuriamoci con un micio. Mio nonno, che adorava qualunque animale, diceva che noi siamo il loro Cristo, decidiamo se vivono o se muoiono..
Romeo aveva ormai aperto le porte questa malattia, e quando decidevamo di adottare un nuovo micio ci dicevamo: "uno o due o tre non fa differenza...". Andavamo nei siti di adozioni e vedevamo tutti quegli sguardi così rassegnati, e caritatevoli... Poi pensavamo: "lui non lo vorrà mai nessuno" e così... tutti i dubbi e le remore passavano. Per la mia esperienza, tutti i mici FeLV sono speciali, i miei, in particolare sono adorabili.
Un'animale malato capisce, e ti ricompensa fino in fondo, di quello che fai per lui; hanno una sensibilità e una dolcezza infinita, adorano il contatto umano, capiscono quando sei felice, triste o preoccupata.
Quando arrivano, sono sempre un pò strapazzati, e a volte hanno un caratterino mica male, ma poi a seconda di quello che gli dai e come interagisci con loro, ti ricompensano in modo uguale.
La perdita dei nostri mici è stata vissuta da me e mio marito come un lutto vero e proprio, purtroppo noi siamo a conoscenza di questo e siamo preparati, anche se non lo si è mai fino in fondo. Ma se devo fare un bilancio tra il ricevuto e il dato sono sicuramente in attivo, e il sapere di aver rasserenato, anche solo per poco, la vita di queste creature mi rende immensamente felice..
Sonia Martellini

