"Vaccino, sono 11 le morti sospette"

01/12/2014
Il titolo lo prendiamo a prestito dall'edizione online del Corriere del 29/11 ma quelli degli altri giornali non sono molto diversi. Si tratta di persone ultrasettantenni (92, 77, 87, una di 68, ecc) che sono decedute nelle 48 ore susseguenti alla somministrazione del vaccino antiinfluenzale "Fluad" in uso da oltre 10 anni (dato non irrelevante nel caso di una sospetta reazione avversa ad un farmaco).
La causa di queste morti, almeno da quanto sI legge, non e' stata ancora determinata e tantomeno e' stato stabilito un rapporto causale tra vaccinazione e decesso: non si sa se c'e' una correlazione tra i due eventi. Cioe' se vaccinazione e decesso sono frutto del caso o se la vaccinazione e' stata causa determinante o concausa del decesso.

L'AIFA, in ossequio ad un principio di precauzione ha ritirato alcuni lotti del vaccino per sottoporli a controllo: doveroso. Ma al momento non c'e', ne' ci puo' essere alcuna accusa a quel vaccino, alla Novartis che lo produce (da oltre 10 anni), o tantomeno alle vaccinazioni in genere. Per logica.

Cio' nonostante leggiamo i commenti di tanti complottisti i cui epigoni non esitano a mettere sullo stesso piano ebola, la mucca pazza, dengue senza sapere minimamente di cosa parlano. Un esempio qui

Idiozie che pero' sono pericolose perche' molte persone che nutrono un "sano" sospetto verso la medicina, non sempre e non del tutto ingiustificato, vengono indotte a dubitare - su una base puramente emotiva e non razionale - sull'utilita' delle campagne di vaccinazione in genere.

Bisogna ricordare che la "banale" vaccinazione antiinfluenzale, che peraltro non si consiglia sui soggetti non a rischio, aiuta a contenere la diffusione del virus e quindi a ridurre il rischio che "io" - che pure non vengo vaccinato in quanto adulto e in buona salute - possa comunque beccarmi una "banale" influenza e starmene una settimana a letto (e in mutua). Salvo casi specifici, i vaccini servono al soggetto che viene vaccinato ma anche a livello di comunita' per limitare la diffusione di quel virus e quindi a ridurre il rischio di contrarre la malattia anche per i non vaccinati.
Naturalmente non bisogna cadere nell'errore opposto per cui si vaccina sempre, per tutto e comunque.

Ogni pratica medica comporta comunque un rischio e sta alla comunita' scientifica e al medico stabilire caso per caso il rapporto rischio / beneficio e quindi operare una scelta. Una scelta che puo' essere contestata si', ma solo su basi SCIENTIFICHE e non su basi emozionali o pseudo filosofiche. La medicina e' una scienza, sicuramente imperfetta, ma di fronte alla quale bisogna avere l'umilta' (o meglio il semplice buon senso) di argomentare usando l'unico linguaggio proprio: quello dei dati oggettivi e statistici.

Ritornando a noi, a quello che e' lo scopo di questo sito, abbiamo pubblicato qui le linee guida sulla vaccinazione del gatto: sono il frutto del lavoro di un gruppo qualificato di medici veterinari e immunologhi, basato su una vastissima casistica di dati verificabili che affronta il problema nella sua complessita': vantaggi e rischi ...come in ogni cosa.

Aggiornamento del 23/12/2014: I vaccini in questione sono risultati negativi a tutti i test di controllo effettuati dall'ISS; tra le morti "sospette" e la somministrazione dei vaccini non e' quindi stata dimostrata alcuna correlazione causale.

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