Abbattimento dell’orsa KJ2

16/08/2017

Inviterei a leggere questo articolo pubblicato su LaStampa non solo perché condivisibile, ma perché al di là dell'indignazione per la condanna a morte inflitta ad un orso colpevole solo di non essersi comportato come lo Yoghi dei cartoni animati, aiuta a riflettere su un tema importante: quello dell'ignoranza.

Quanta gente muore ogni anno in montagna perché gioca a fare l'alpinista con le scarpe da tennis? Quanti annegano in mare improvvisandosi sub? Quanti prendono posizione su temi di cui non sanno assolutamente nulla? Si pensi solo ai vaccini e alla montagna di idiozie convintamente detta da gente che non ha la più pallida idea di cosa sia un linfocita. Si pensi a chi si compra il lupo cecoslovacco perché fa più fico del bastardino preso al canile senza sapere nulla delle caratteristiche di quell’animale, o di chi adotta un gattino senza preoccuparsi di quali siano le sue esigenze e le malattie a cui può andare incontro. Si sta diffondendo l’idea malsana che esista una sorta di valore nell'ignoranza e nella superficialità; non saprei dire se in nome di una falsa idea di uguaglianza o per semplice sciatteria. Sta passando l'idea che tutti possano fare e dire la loro su tutto, che la parola di uno scienziato valga come quelle di un tizio qualunque, che tutti abbiamo il “diritto” di fare cio’ che ci pare senza studiare, imparare, conoscere e rispettare il contesto.

Per "creare sviluppo" le zone montane sono state riempite di piste da sci, funivie e quant'altro così che ognuno possa provare l'ebbrezza dei quattromila. I parchi li hanno ridotti a poco più che un'area con diverso colore su una carta geografica. Orsi e lupi, che pure sono oggetto di programmi di ripopolamento / protezione diventano o meglio vengono percepiti come un problema in zone sempre più antropizzate e prese d’assalto da un turismo spesso distratto e cafone.

Elitarismo contro “sviluppo” sarebbe una battaglia sbagliata oltre che persa; meno che meno rimpiangere i “bei tempi antichi” se non altro perché bisogna ricordare che è stata quella “civiltà contadina” che ha portato all’estinzione dell’orso e del lupo nelle nostre montagne. Nella triste storia dell’orsa c’entra il business e c’entra una politica acquiescente verso le istanze più retrive in difesa di miopi interessi e carente sul fronte dell’informazione e dell’educazione alla convivenza con le altre specie e l’ambiente.

Bisogna rendersi conto che quando si va nei boschi o per mare non si va ai giardinetti o in piscina. Che se in quei boschi si possono incontrare orsi o cinghiali bisogna essere preparati, che non è “un diritto” andare ovunque con beata insipienza, che se ti succede qualcosa è quasi sempre colpa della tua impreparazione e non dell’orso o della fatalità.

In questi documenti scaricati dal sito della Provincia di Bolzano ( ) e nel video potete trovare utili informazioni sul comportamento da tenere in presenza di orsi: di seguito, una breve ed incompleta sintesi:

  • nei boschi non si va da mai soli perché basta una brutta storta per trovarsi in difficoltà e non sempre c’è copertura cellulare per chiedere soccorso. Anche un sentiero può presentare insidie e lo si deve affrontare con l'equipaggiamento adatto.
  • gli animali selvatici NON attaccano MAI l’uomo di proposito: possono farlo se colti di sorpresa e se si sentono minacciati. Fatevi sentire parlando ad alta voce o usando dei fischietti: se un animale è nelle vicinanze si allontanerà
  • bisogna saper interpretare il comportamento di un selvatico: un orso che si rizza sulle zampe non è un segnale di attacco
  • i cani non vanno mai lasciati liberi nel bosco perché i selvatici li vedono come una minaccia. Teneteli al guinzaglio
  • non cercate la foto da premio: avvicinarsi ad un animale selvatico comporta dei rischi. Accontentatevi del teleobiettivo.
  • non fate mai l’idiozia di ingaggiare una lotta con un orso: mai brandire un bastone o cercare di tirargli pietre. Allontanatevi lentamente se siete a distanza di sicurezza; alla peggio stendetevi per terra, copritevi il capo con le mani e fate “il morto”. L’animale si allontanerà.

Tenete conto che ogni incidente, oltre che poco piacevole anche se lieve, è un pretesto offerto al politico di turno per una bella ordinanza di abbattimento in nome della “sicurezza dei cittadini”.

Articolo in collaborazione con Fabrizio Bonetto, guardia venatoria LAC

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