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Omeopatia e Medicine Non Convenzionali (MNC)

Parliamo di omeopatia, e più in generale delle cosiddette MNC, cioè tutte quelle tecniche e filosofie di cura che esulano dalla medicina convenzionale allopatica.
In questo sito non ne abbiamo mai discusso per diverse ragioni: per il fatto che spesso ci troviamo di fronte a patologie gravi che richiedono cure intensive, per l'idea (forse sbagliata) che le cure omeopatiche siano di più laboriosa somministrazione, ma anche, ad essere onesti, per abitudine mentale alla medicina tradizionale.

Sì, perché a prescindere da un giudizio di merito delle MNC, è innegabile l'associazione mentale tra malanno e pasticca, spesso un'abitudine acritica prima che una scelta a ragion veduta.

Attraverso questa conversazione con la Dott.sa Marina Nuovo, veterinario omeopatico e comportamentalista, Docente alla Scuola Medica Omeopatica Hahnemanniana di Torino e Presidente SIOV, vogliamo intanto avviare un discorso per cercare di capirne di più e per provare a mettere in discussione queste nostre "abitudini".

Intervista a Marina Nuovo

Omeopatia e sperimentazione animale

D. Una delle inevitabili contraddizioni di chi fa il nostro mestiere con spirito animalista sta nell’uso dei farmaci che, come tutti sappiamo, costano la vita ad innumerevoli animali nei laboratori di vivisezione. La prima questione che vogliamo affrontare è proprio questa: la ricerca e la produzione di rimedi omeopatici segue un percorso analogo a quello dei farmaci tradizionali?

R. E’ singolare che ancora prima di parlare di omeopatia come metodo terapeutico si sia chiamati a rispondere sul tema della sperimentazione, tuttavia l’argomento mi è caro perché negli ultimi mesi è in corso, nell’ambiente omeopatico, un dibattito relativo alla questione sperimentale.
L’argomento del contendere è: le medicine non convenzionali, di quale ricerca hanno bisogno?
Questa domanda investe aspetti etici, cui siamo chiamati a rispondere tutti in quanto cittadini ed esseri umani, e aspetti metodologici, che richiedono una specifica competenza.

Vi sono due aspetti della ricerca in omeopatia. Il primo ha a che fare con il paradigma stesso del metodo omeopatico ed è, come dire, interno allo studio della materia (studio delle sostanze madri, raccolta e verifica dei cosiddetti provings (vedi oltre) conferma clinica dei rimedi utilizzati); questo tipo di ricerca serve agli omeopati per arricchire il proprio arsenale terapeutico, è in continuo divenire e non ha bisogno di “sacrifici”.

Ma c’è un altro tipo di ricerca, definita da alcuni “eso-omeopatica”, che si preoccupa di dimostrare l’effetto clinico dei rimedi omeopatici ma anche la semplice attività delle soluzioni ultra diluite (e sono due campi diversi di ricerca) al fine di ottenere l’accettazione istituzionale dell’Omeopatia. Questa ricerca non aggiunge nulla al sapere di chi conosce, studia ed applica l’omeopatia e ne vede tutti i giorni gli effetti sulla sostanza vivente ma sembra essere indispensabile per una medicina che ha fatto del riduzionismo il punto di partenza delle sue speculazioni e si ostina a non prendere atto delle evidenze già prodotte.


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