Sì all'obbligo vaccinale

12/07/2017

Sui social, nei commenti dei giornali e da parte di certi blogger si leggono un’infinità di sciocchezze sulla reintroduzione delle vaccinazioni obbligatorie. I filoni principali sono due: quello politico in tutte le sue varianti, contro il governo e le lobby farmaceutiche; quello pseudoscientifico che spazia dall’immarcescibile bufala dell’autismo, alle nanoparticelle, ai “metalli pesanti” e a tutto il fantasioso armamentario complottista.

I “free vax”, sostenitori un po’ ipocriti della libertà di scelta e della necessità di convincere, promuovere e informare invece di imporre dimenticano che da sempre gli stati usano lo strumento impositivo nei campi più disparati: dalle cinture di sicurezza ai controlli sulle caldaie domestiche al divieto di fumare nei locali pubblici.

Imporre dei provvedimenti nell’interesse collettivo e/o nella protezione individuale (la vaccinazione antitetanica) è null’altro che una necessità che deriva dall’impossibilità pratica di convincere milioni di individui ad adottare comportamenti minimamente rispettosi di sé e, soprattutto, degli altri.

Negli ultimi anni, complice lo sviluppo della rete e l’avvento dei social, sono esplosi fenomeni che un tempo erano ristretti a piccoli ambiti. È sufficiente che un tizio scriva una qualunque fesseria su un blog e se quell’idea piace perché’ solletica delle pulsioni “contro”, perché’ crea facile consenso proponendo soluzioni semplicistiche a problemi complessi si inneschi un meccanismo di amplificazione (confirmation bias) che spinge alla polarizzazione e alla costituzione di gruppi non di rado cavalcati in termini di consenso politico. Ha un fondamento quel movimento d’opinione? Non necessariamente, ma acquista comunque una sorta di diritto di cittadinanza nell’universo della comunicazione dove tutte le idee, tutte le posizioni appaiono degne di rispetto e considerazione.

Ma così non è nella medicina ed i tutti gli ambiti specialistici. Se si parla di virus, ciò che può pensare un muratore e ciò che afferma un virologo non sono affatto sullo stesso piano; se invece si tratta di costruire un muretto è meglio che sia il virologo a lasciare la cazzuola da parte. Poi possono sbagliare tutti: per una valutazione errata, per dolo, perché nel frattempo sono state acquisite nuove evidenze. Ma se è il muratore di cui sopra a decidere le politiche vaccinali la possibilità di errore diventa facilmente una certezza.

Che i vaccini si siano dimostrati il più potente strumento contro le malattie trasmissibili (e di recente anche contro alcune forme di tumore), che presentino dei profili di rischio più che accettabili, che costino poco …è stato dimostrato, scritto, detto e ridetto infinite volte.

Si può fare di più? Certo, magari cominciando ad insegnare i fondamenti della medicina dalle elementari, promuovendo una seria e non sensazionalistica informazione medico-scientifica sui media, lavorando sulla trasparenza e sull’autorevolezza delle pubblicazioni scientifiche …soprattutto investendo in ricerca, possibilmente pubblica. Una società sempre più tecnologica ed avanzata non può però permettersi di rimanere ostaggio di pregiudizi e paure medioevali.

Tutte cose che richiedono anni e decenni e forse non basteranno a renderci tutti consapevolmente responsabili verso noi stessi e nostri figli …ma, citando il titolo di un bel libro di Ilaria Capua: “I virus non aspettano” ed è per questo che è giusto intervenire introducendo l’obbligo di vaccinazione come strumento per contrastare la tendenza al calo delle coperture vaccinali.

Magari se un simile provvedimento venisse imposto ai proprietari e alle strutture che detengono e si occupano di cani e gatti: quante morti inutili si eviterebbero!

In evidenza

Emodialisi e plasmaferesi per cani e gatti all’Istituto Veterinario di Novara

10/07/2017

Riteniamo utile segnalare che all’Istituto Veterinario di Novara è ora possibile effettuare emodialisi e plasmaferesi anche su gatti e cani di piccola taglia ad un costo comparabile con altre procedure complesse.

In presenza di una grave compromissione della funzionalità renale dovuta ad un evento acuto (es. intossicazione da farmaci, avvelenamento, infezioni, ecc.), all’acutizzazione di una insufficienza renale cronica, in caso di oliguria/anuria (diminuzione/blocco dell’escrezione urinaria per cause diverse) e/o di squilibri elettrolitici gravi, le tecniche di dialisi diventano l’unica opzione terapeutica in assenza di risposta alle terapie mediche convenzionali (fondamentalmente fluidoterapia e/o somministrazione di diuretici e altri farmaci).

Le terapie sostitutive renali rientrano tra le terapie di supporto intensive e non possono essere considerate curative di un danno renale preesistente né sostitutive delle funzioni renali nella loro interezza (produzione ormonali, controllo dell’emopoiesi, della pressione sanguigna, ecc.). Sono però il più efficace intervento salvavita in presenza di un danno renale acuto e in diverse altre situazioni in cui può incorrere un animale affetto da una preesistente patologia renale. Emodialisi e plasmaferesi rappresentano importanti tecniche innovative in medicina veterinaria (per patologie renali e non solo) e c’è da augurarsi che siano sempre di più i centri che offrono questa possibilità che in molti casi rappresenta l’unica speranza di salvezza e/o di un prolungamento dell’aspettativa di vita dell’animale.

Farmaci antiproteinurici / antipertensivi per l’insufficienza renale cronica

25/05/2017

L’insufficienza renale cronica (IRC o CKD in inglese) è una condizione patologica caratterizzata dalla diminuzione graduale e irreversibile della funzionalità renale il cui decorso può solo essere controllato e rallentato: a questo scopo la terapia consiste nella somministrazione di farmaci antipertensivi con effetto antiproteinurico, su una dieta specifica a basso contenuto di sodio e fosforo e/o con l’introduzione di chelanti. In questa nota ci si focalizza sulle due classi di farmaci (su prescrizione) normalmente impiegati in questi casi: gli ACE inibitori (ACEI, es. Fortekor®) e i bloccanti dei recettori dell’angiotensina II o sartani (ARB, es. Semintra®) che entrambi agiscono sul Sistema Renina-Angiotensina-Aldosterone (RAAS) ma con meccanismi d’azione diversi.

In questo articolo, oltre a trattare nello specifico gli ACE inibitori ed i sartani si forniscono informazioni di base sulle funzioni e la fisiologia del rene, sul sistema renina-angiotensina (RAAS) che e' un importante meccansimo di controllo della pressione e una breve panoramica delle principali classi di farmaci antiipertensivi. Continua...

Strongilosi polmonare trattata con selamectin

07/05/2017

La strongilosi polmonare è una patologia parassitaria potenzialmente letale se non trattata o non individuata in tempo. È causata dalla presenza di piccoli nematodi (Aelurostrongylus abstrusus, Troglostrongylus spp., Capillaria spp.) o delle loro uova nei bronchioli e dotti alveolari che provocano una sintomatologia respiratoria che può andare dalla tosse alla dispnea lieve o intensa.
La presenza di questi parassiti non sempre da’ sintomi così evidenti da allarmare il proprietario e non è sempre rilevabile dall’esame obiettivo e dall’auscultazione: ciò nonostante, anche un’infestazione di moderata entità può essere causa di complicanze in corso di un’anestesia generale (ad esempio una sterilizzazione). Quando poi l’infestazione è massiva, il trattamento farmacologico diventa esso stesso molto rischioso(1) per cui è consigliabile che almeno per i primi giorni il gatto sia ricoverato in una struttura dotata di un reparto di terapia intensiva. Continua...

Accanimento terapeutico

03/07/2017 (Un commento sulla vicenda di Charlie Gard)

Prendo spunto dalla vicenda di quel bambino inglese affetto da deplezione del DNA mitocondriale, una rarissima malattia genetica che non ha cura e che porta irreversibilmente a morte.
Secondo le peggiori abitudini di tanta parte della politica e delle autorità ecclesiastiche la vicenda è stata usata da ciascuno per i propri fini, spesso ben distanti dalla sua sostanza che si può riassumere in una parola: accanimento terapeutico.

Credo che si possa parlare di accanimento quando le cure non servono più al paziente ma solo ai suoi cari.

C’è un punto in cui anche il medico più testardo, anche quello che giustamente è disposto a sperimentare si vuole fermare e sono i parenti (o i proprietari in ambito veterinario) che invece vogliono insistere: perché non si rendono conto della gravità della situazione o sperano in qualche cura miracolosa. A volte per sfida, nell’illusione di poter dire “l’ho salvato” o per paura nell'affrontare il momento del distacco pur sapendolo inevitabile. Spesso sono tutte le cose insieme.
È allora che la vita del paziente diventa la cura per il dolore dei suoi cari. E questo non è giusto.

Per questo considero saggia la decisione di “staccare la spina” presa dei tribunali inglesi e confermata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (che nulla c’entra con l’EU).

Farmaci ad uso veterinario: una necessità

18/04/2017

Su La Stampa (Il prezzo elevato dei farmaci veterinari pesa su tutti, non solo sui proprietari di animali) si è, opportunamente, aperta un’inchiesta giornalistica sul problema del costo dei farmaci veterinari dove il rapporto tra costo della confezione e principio attivo è sproporzionatamente più alto del corrispettivo ad uso umano. Cosa vera ed indiscutibile, anche se ci sono ragioni di mercato che, almeno in parte, la possono giustificare (studi specifici, costi di commercializzazione, autorizzazioni, ecc.).

La cosa importante da comprendere è che la disponibilità sul mercato di farmaci a specifico uso veterinario (e la legge che ne impone l’obbligo come prima scelta ai veterinari) NON è un business artatamente orchestrato dalla famigerata BigPharma con la complicità dei legislatori ma risponde a precise esigenze di carattere medico su più fronti. Vediamone alcuni in estrema sintesi:

Il dosaggio: tenendo presente che un dosaggio corretto è essenziale per l’efficacia della terapia e che un sovradosaggio può avere effetti dannosi o letali prendiamo il caso del meloxicam: un antiinfiammatorio (NSAID) che in umana è commercializzato come Mobic e in veterinaria come Metacam. La letteratura scientifica riporta che, nei gatti, il dosaggio del meloxicam per bocca è di 0.05 mg/kg (Saunders Handbook of Veterinary Drugs): le cpr di Mobic sono di 15 mg …quindi 100 volte la dose indicata per un gatto di 3 Kg.
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Immunità passiva: sieri immuni come profilassi nei rifugi

29/12/2016

Per immunità passiva si intende una forma di immunità derivata dall’assunzione di anticorpi materni nei primi giorni di vita o dalla somministrazione di sieri immuni, cioè preparazioni contenti anticorpi specifici per un dato antigene. L’immunità attiva è invece quella che si acquista a seguito della vaccinazione e/o dall'esposizione ad un antigene. Quest’ultima interessa sia i meccanismi dell’immunità umorale che cellulo-mediata mentre l’immunizzazione passiva è relativa solo al campo dell’immunità umorale. In estrema semplificazione i meccanismi dell’immunità umorale sono in grado di contrastare i patogeni negli spazi intercellulari mentre quelli dell’immunità cellulo-mediata sono in grado di uccidere le cellule infette.
L’immunità passiva è di breve durata in quanto limitata al tempo di decadimento degli anticorpi mentre l’immunità attiva dura un tempo molto lungo (anni) in quanto coinvolge i meccanismi della memoria immunitaria. Infine la somministrazione di sieri immuni, a seconda di come vengono prodotti, possono essere causa di reazioni avverse (anafilassi) o del trasferimento all’ospite di altre patologie.

L’immunizzazione passiva NON è quindi una alternativa alla vaccinazione ma è una tecnica che può essere presa in considerazione essenzialmente a scopo preventivo o nelle primissime fasi della malattia ed in contesti particolari quali i gattili dove le misure di prevenzione, disinfezione ed isolamento sono strutturalmente carenti.

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Il "Diploma di College" in Medicina Veterinaria

20/12/2016

Da qualche anno, anche in Italia, operano dei medici veterinari con la qualifica di “Diplomati di College”: si riconoscono dal titolo espresso con sigle del tipo Dipl. ECVIM-CA, ECVD, ECVO, ecc. dove ECV / ACV sta per European/American College Veterinary seguita dalla specializzazione: IM-CA: Internal Medicine - Companion Animals, D: dermatology, O: oftalmology, ecc.
Il percorso formativo e professionale di un veterinario inizia con la laurea in medicina veterinaria cui segue l’esame di stato che abilita all’esercizio della professione. Una persona in possesso di questi titoli può esercitare la professione: cioè visitare, prescrivere farmaci, operare. È abbastanza evidente che un corso di laurea fornisca una formazione di base ma non specialistica: a maggior ragione quando si insegnano anche materie quali il controllo degli alimenti, zootecnia, ecc. Non va dimenticato che la scienza veterinaria ha un ambito ben più ampio di quello della cura degli animali d’affezione. Continua...

Libertà di cura ed eutanasia

09/09/2016

In questi giorni le cronache hanno raccontato di due casi di persone affette da tumori trattabili che sono morte per aver scelto le cosiddette “cure alternative”; non molto tempo fa, a Torino, un altro caso analogo per un melanoma anch’esso curabile. Inevitabilmente si è aperto il dibattito sulla cosiddetta “libertà di cura”: concetto in astratto giustissimo ma che merita alcune riflessioni.

Una persona che si trova in uno stadio terminale o che coscientemente vorrebbe interrompere le cure di supporto ha solo due strade: incontrare un medico compassionevole che illegalmente le somministri un farmaco letale oppure recarsi in Svizzera o in altri paesi europei dove è garantito il diritto di porre fine in modo civile ai propri giorni.

Una persona gravemente ammalata, che vuole curarsi, ma non “crede” nella medicina è libera di sottoporsi a qualche “metodo alternativo” di cura: cioè di morire. Sì, perché’ un tumore trattato con impacchi di ortiche e ricotta (come in uno dei casi di cronaca) non può che avere esito letale. Continua...

Non è sempre FIP umida, anche quando sembra

27/06/2016

In base al dato clinico e agli esami di laboratorio Certosina non sarebbe più qui: nel suo caso tutto faceva pensare ad una FIP umida ma la successiva evoluzione clinica ha permesso di escludere questa diagnosi..

Certosina è una bella randagina di circa uno-due anni trovata investita e ricoverata in una struttura veterinaria. Presentava un trauma cranico e una contusione polmonare per fortuna non così grave e un quadro ematologico e biochimico nella norma. Era incinta e così è rimasta ricoverata fino al parto: tre gattini nati morti e un altro ritenuto. Il giorno seguente viene operata e nel corso dell'intervento si riscontra un versamento importante (circa 100 ml). Sì, quello brutto: giallo paglierino, spesso, filamentoso ...insomma quello tipico di una FIP umida.
Il versamento è stato prelevato e mandato ad analizzare: positivo al FCoV con immunofluorescenza diretta (IFA) (1), la citologia evidenziava "un essudato piogranulomatoso non settico compatibile con FIP" e le proteine totali del versamento erano di 5 gr/dl. Inoltre l'ematocrito, senza alcuna causa apparente era sceso al 15.
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Anche un calicivirus "tranquillo" può fare grossi danni

02/09/2016

Courtesy of Dr. Chiara Leo dipl. ACVIM (Oncology)

Un gatto FeLV positivo che ha subito una lobectomia polmonare e uno reduce da un piotorace entrano per un breve periodo di degenza post ricovero in una casa che ospita molti gatti. Uno di questi, quello col piotorace e FIV positivo che chiameremo "Gatto del Vicino", dopo un paio di giorni sviluppa una bruttissima lesione erosiva-ulcerativa al naso che in breve tempo si estende alla bocca provocandogli ulcere piuttosto serie che gli impediscono di mangiare ed un conseguente grave abbattimento. Il gatto viene nuovamente ricoverato e testato per le infezioni virali respiratorie risultando positivo al FCV. Al gatto viene applicato un sondino esofagostomico per l'alimentazione e seppur con parecchie difficoltà dovute ad una preesistente patologia cardiaca, si riprende nell'arco di un paio di settimane.

Ciò che non si spiega è perché nessun altro dei gatti di casa (quasi tutti FeLV e/o FIV-FeLV positivi), ne' l'altro gatto che pure aveva subito un intervento chirurgico importante, ne' altri introdotti di recente presentavano sintomi simili.

Gli altri gatti, compreso quello della lobectomia, convivevano da tempo assieme ed erano vaccinati, quelli introdotti di recente erano in buone condizioni e arrivavano da colonie, mentre quello che ha sviluppato la calicivirosi viveva in un ambiente diverso assieme ad un altro paio di gatti e non era regolarmente vaccinato. In base alla valutazione del contesto ambientale si è quindi ipotizzato che i gatti "di casa" avessero un'immunizzazione attiva naturale per via dell'esposizione ambientale oltre a quella vaccino-indotta mentre l'altro gatto no.
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Irrazionalità dell'omeopatia

19/05/2016

Un gatto con una grave ostruzione urinaria è stato ritirato dalla struttura in cui era ricoverato, contro il parere dei medici, per essere sottoposto a cure omeopatiche. Questo articolo è dedicato a questo povero gatto.

Un medico tedesco di nome Hahnemann nel 1806 pubblica un libro: "La medicina dell'esperienza" cui seguirono altri testi che costituiscono ancor oggi il fondamento dell'omeopatia. A grandi linee il principio di fondo di questa teoria era che le malattie si guariscono somministrando quelle sostanze che causano gli stessi sintomi nelle persone sane purché estremamente diluite e "dinamizzate".

Era una teoria che può essere utile contestualizzare in quello che era lo stato dell'arte della Medicina all'inizio dell'ottocento. Per secoli si è creduto che le forme di vita nascessero spontaneamente dalla materia inanimata in forza di un qualche non meglio precisato influsso vitale. Fu solo nella seconda metà del 1600 che Francesco Redi, un biologo fiorentino, dimostrò per primo e sperimentalmente che le larve non si sviluppavano "spontaneamente" dalle carcasse ma solo quando le mosche vi depositavano le uova(1); questa teoria che oggi farebbe sorridere era ancora dibattuta a inizio ottocento e a quanto pare sostenuta dallo stesso Hahnemann. Continua...

Toxoplasmosi sistemica in un gatto trattato con ciclosporina

13/05/2016

Santina è una gatta FIV/FeLV negativa che da anni soffre di una ulcera indolente (1) che interessa il labbro superiore. Si è sempre cercato di tenere sotto controllo la lesione con regolari trattamenti antiparassitari e cicli di antibiotici in presenza di sovrainfezioni batteriche. Questo fino a quando non c’è stato un peggioramento tale da rendere necessario un trattamento immunosoppressivo con ciclosporina ad un dosaggio di 5 mg/kg (il dosaggio terapeutico nel gatto è di 7.5 mg/kg); tale dose è stata scelta perché, vivendo in un ambiente con diversi altri gatti, Santina era a rischio di contrarre altre infezioni. Continua...

L'importanza del metodo: un caso di emangiosarcoma

14/04/2016

Il caso di cui parliamo riguarda una meticcia di 16 anni che i veterinari li ha sempre conosciuti solo per dei regolari controlli. Improvvisamente sta male, non si regge in piedi, non mangia, ha le mucose pallidissime. I proprietari la portano in una clinica a tarda ora e il mattino seguente viene operata d'urgenza. C'e' una rottura della milza che presenta l'aspetto di un emangiosarcoma al II/III stadio; e' necessaria una autotrasfusione utilizzando il sangue che invade il distretto addominale. L'intervento va bene e la cagnetta si riprende in pochi giorni: certo e' che la diagnosi, poi confermata dall'istologia, non lascia molte speranze.
Giustamente i proprietari cominciano a informarsi presso la struttura dove e' stata operata e consultando altri veterinari per sapere se sia necessario fare dei trattamenti chemioterapici ricevendo pareri contrastanti: alcuni propongono il protocollo citotossico classico altri suggeriscono di non fare niente (probabilmente vista l'eta' del cane e l'aggressivita' di questo tipo di tumore). Continua...

Anestesia spinale nel gatto

08/03/2016

L'altro giorno ritiro una gatta che e' stata sterilizzata all'Istituto Veterinario di Novara e con una certa sorpresa la trovo con l'area lombosacrale rasata: "E che? Gli avranno mica fatto l'epidurale?" Non esattamente... parlando con il responsabile del Reparto di Anestesiologia, dott. Vincenzo Rondelli, scopro che gli hanno fatto un'anestesia spinale, come fanno sempre per le chirurgie della regione addominale: quindi sterilizzazioni, nefrectomie, splenectomie, interventi alla vescica e all'intestino, ortopedia degli arti inferiori e chirurgie della coda.
Si tratta di una tecnica spesso utilizzata in umana ma ancora poco diffusa in veterinaria che presenta diversi vantaggi rispetto alla classica anestesia generale: maggior controllo del dolore intra e postoperatorio, ottime condizioni operative per il chirurgo e minore quantita' di farmaci utilizzati (quindi con minor carico sui reni per il loro smaltimento). Inoltre il risveglio e la ripresa delle funzionalita' gastrointestinali sono piu' rapide. In umana si e' anche evidenziato un minor rischio di ipotermia, complicazioni polmonari (emboli polmonari) e una minore incidenza di trombosi venose profonde. Continua...

SDMA: un nuovo esame per l'insufficienza renale

01/12/2015

L'SDMA (Symmetric DiMethylArginine) e' un nuovo esame di laboratorio per la diagnosi precoce dell'insufficienza renale nel cane e nel gatto(1). Attualmente, questa patologia che costituisce una delle piu' importanti cause di morte nei gatti, viene normalmente diagnosticata attraverso due parametri dell'esame ematochimico: creatinina e BUN (azotemia). Quando questi parametri risultano superiori all’intervallo di riferimento il gatto e' pero' gia' in uno stadio relativamente avanzato, significa cioe' che i suoi reni hanno perso circa i tre quarti della loro funzionalita' (2). Inoltre il valore della creatinina e' influenzato dalla massa muscolare dell'animale: un gatto anziano, con una muscolatura ridotta tendera' a presentare valori di creatinina piu' bassi, mascherando cosi' uno stato di insufficienza renale(2). Continua...

Farmaci per la terapia del dolore: un parere chiarificatore

27/08/2015

La terapia del dolore e’ un aspetto importante per la cura e il benessere degli animali domestici specie nel caso di pazienti oncologici ma non solo. In molti casi ci sono situazioni per cui queste terapie possono essere somministate in casa con evidente beneficio sia per gli animali che per i proprietari.

Poiche’ non c’e’ molta chiarezza su questo tema abbiamo chiesto un parere chiarificatore al Dott. Giorgio Neri, componente del Gruppo di lavoro sul farmaco veterinario della FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), autore di diverse pubblicazioni(*) in tema e Direttore Sanitario dell’Istitututo Veterinario di Novara.
Ringraziamo e ci auguriamo possa esservi utile. Continua...

Farmaci di origine naturale e di sintesi: falsa contrapposizione

3/11/2015

Molte persone tendono ad associare un valore positivo a cio’ che e’ naturale e negativo a cio’ che non lo e’. Puo’ essere forse vero in certi ambiti, ma nei farmaci sicurmente no. Anzi e’ proprio una stupidaggine.

I farmaci sono tali in quanto contengono un “principio attivo” cioe' una sostanza che ha una certa attivita’ biologica, che e’ in grado di indurre un qualche effetto riconosciuto una volta introdotto in un organismo. Effetto che puo’ avere valore terapeutico, diagnostico o anche tossico. Continua...

Vaccinazione one-shot per i randagi

30/07/2015
Vaccinare i gatti di colonia sarebbe estremamente utile sia per la loro salute individuale sia per contenere la diffusione di pericolosi patogeni di cui gli animali in comunita’ costituiscono naturali reservoir. Ricordiamo che le vaccinazioni (tutte, anche quelle sugli umani) hanno il duplice obiettivo di preservare l’individuo e quello di contenere/eradicare determinati patogeni a beneficio della popolazione nel suo complesso. Continua...

Articoli

Non si muore di FeLV
La positivita' al FeLV non e' un buon motivo per non curare un gatto

La solita storia dei "test FIP"
Confusione e uso improprio dei test per il coronavirus felino

In ricordo di Ativa
Grave aplasia midollare sulla linea eritorcitaria di un gatto FIV e FeLV

Acciuga: una gattina FeLV che ce l’ha fatta
Grave piastrinopenia, infezione, piotorace, FeLV midollare

Linee guida AAFP per la vaccinazione del gatto
Le linee guida per la vaccinazione nei gatti di casa e nei cuccioli in condizioni di rischio

...tutti gli articoli pubblicati: storie di gatti, aspetti veterinari, ecc.

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