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Il rifugio

Il nostro primo obiettivo è la realizzazione di un rifugio per gatti, di piccole dimensioni e con caratteristiche tali da garantire un alto livello di qualità della vita per gli animali ospiti, che saranno prioritariamente gatti in stato di abbandono (FIV e FeLV innanzitutto), gatti che per cause di forza maggiore non possono più essere accuditi dai proprietari, gatti e/o piccoli animali legalmente usciti dai laboratori di sperimentazione che necessitano di cure riabilitative e reinserimento.

Perché un rifugio?

Semplice: non ce ne sono o ce ne sono troppo, ma veramente troppo pochi. Sono pochi i rifugi di qualunque genere: quelli per cani e basta (e sopratutto quelli che accolgono anche cani "di proprietà"), i rifugi per animali "da reddito" quasi non esistono (a parte Porcikomodi e poco altro) e solo qualche canile è anche attrezzato per i gatti.
Ma di gatti da sistemare ce n'è invece un'infinità: gatti che vivono in casa e che per qualche ragione più o meno comprensibile non ci possono più stare, gatti vittime di abbandono, gatti che stanno con persone anziane o malate che non li possono più seguire. Ci sono tante persone che se ne fanno carico: che accolgono il secondo, il terzo gatto bisognoso: ma non basta lo stesso, servono delle strutture.

E di strutture non ce ne sono e non ce ne saranno mai se nessuno le costruisce: le poche che esistono sono tutte nate così: dall'iniziativa di persone che avevano deciso di impegnare il loro tempo e del denaro per questo scopo. E anche LaCincia è nata così. Dall'iniziativa di poche persone che hanno deciso "di fare qualcosa".

Perché un rifugio piccolo?

Intanto perché queste sono le nostre possibilità, e poi perché i gatti sono animali "difficili" e con una forte personalità molto differenziata da individuo a individuo, che richiedono attenzioni che con tutta la buona volontà sono impossibili in una grossa struttura. Ci sono gatti che possono vivere tranquillamente in una stanza, altri che si muovono in un territorio molto vasto; ci sono gatti che condividono volentieri la cuccia con i loro simili, altri insofferenti alla promiscuità. Alcuni richiedono, anche insistentemente, le attenzioni degli umani, altri le rifuggono o le limitano al minimo indispensabile.

In una struttura con un centinaio di gatti non è pensabile seguire i singoli individui, cosa necessaria se si vogliono accogliere FIV e FeLV. Queste infezioni a carico del sistema immunitario espondono i gatti a tutta una serie di patologie che hanno una incidenza molto minore nei gatti sani. Quindi maggiori cure e maggiori attenzioni diventano necessarie. Ma servono pure maggiori spazi, perchè l'eccessiva promisquità favorisce il diffondersi delle malattie.

Chi accogliamo

Tutti i gatti che ne hanno bisogno vorremmo dire, ma gia' sappiamo che non sara' possibile. L'abbiamo gia' accennato: gatti abbandonati, gatti che non possono piu' essere accuditi, gatti usciti dal circuito della vivisezione. Di quale provenienza? Prioritariamente dal territorio in cui operiamo, ma non certo guardando i confini dei comuni.

Stabilire delle priorità è impossibile. Cercheremo di scegliere di volta, cercando di privilegiare quelli in condizioni peggiori. Certamente saremo impegnati nell'accogliere gatti e altri animali scampati ai vivisettori, gatti provenienti da situazioni a rischio. Sicuramente faremo dei torti... lo sappiamo già, come sappiamo che questo è inevitabile.

Le adozioni

Un gatto adottabile, al rifugio non ci deve stare, o ci deve stare il meno possibile. Il rifugio è il posto per quei gatti che nessuno vuole: perché malati, vecchi o con un qualche problema che ne rende problematica l'adozione. Ad oggi che non disponiamo ancora di strutture, per le adozioni ci appoggiamo ai veterinari.

Prima di dare un gatto in adozione si fa sempre un colloquio per verificare le reali intenzioni dell'adottante. Gli adottanti devono poi firmare un modulo di adozione in cui rilasciano i loro dati e recapiti.

Un rifugio aperto

I gatti sono animali che più di altri patiscono gli spazi ristretti o comunque delimitati. Amano stare in casa, ma vogliono anche poter uscire quando ne hanno voglia. La Cincia sarà un rifugio aperto: dove i gatti potranno andare liberamente in giro per i boschi e poi ritornare; dove le esigenze sanitarie saranno contemperate con quelle di libertà.

Visto che intendiamo ospitare principalmente gatti FIV e FeLV ribalteremo il concetto di isolamento. I malati saranno liberi, mentre quelli giovani e sani, e quindi facilmente adottabili saranno invece tenuti in un recinto separato. Sia per non esporli al rischio di contagio, sia perché sarebbe per loro difficile adattarsi poi a vivere in un appartamento. Questa "prigionia" comunque non durerà a lungo per loro: o verranno adottati, o verranno inseriti tra i liberi.

A che punto siamo

Per realizzare un rifugio servono i permessi edilizi per costruire le strutture e i permessi sanitari dell'ASL. Ad oggi questo obiettivo è ancora sulla carta perché quei permessi che speravamo di ottenere in poco tempo, a distanza di quasi cinque anni, non ci sono ancora. Un pò di cronistoria. A settembre del 2005 abbiamo avuto i primi contatti per vedere se potevamo costruire questo rifugio su un terreno di proprietà e senza oneri per il Comune. Non si poteva perché le casette che intendevamo fare venivano considerate "bassi fabbricati" e non era possibile costruire in quell'area. Era però in discussione una "variante strutturale del piano regolatore" e il nostro problema poteva trovare soluzione in quella sede. Non senza qualche difficoltà e con il supporto di alcuni assessori che si sono dimostrati sensibili, si è però riusciti a far riconoscere l'area di interesse come gattile. Così, nell'autunno 2006 il Consiglio Comunale approvava il nuovo PRG e per un pò ci siamo illusi che l'avvio dei lavori fosse davvero questione di poco.

A febbraio del 2007 la prima brutta sorpresa. Quel passaggio in Regione che ingenuamente pensavamo fosse poco più che una formalità si è rivelata una procedura dai tempi lunghissimi. Il Comune ha dovuto recepire le osservazioni formulate dai tecnici della Regione, ha dovuto preparare una nuova stesura del piano, approvarla in Consiglio Comunale, depositarla per 30+30 giorni per eventuali osservazioni dei cittadini, e rimandarla infine in Regione. Tutto questo ha portato via un annetto. Ci sono state poi altre vicende legate all'insediamento di una fabbrica che hanno ulteriormente dilatato i tempi, e ad oggi, nel 2010, siamo ancora in attesa di questa benedetta approvazione. L'ultima tegola (si spera) è una "polveriera" sita in un comune confinante per la quale non sono previste alcuni adempimenti...

Nella prima versione del sito avevamo pubblicato una bozza del progetto. Questa volta no. Preferiamo lasciare questa originale "under construction" in attesa di poter arricchire e di parecchio, questa sezione del sito.