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Non si muore di FeLV

06/07/2015

l titolo e’ volutamente provocatorio per contrastare quella diffusa tentenza, non solo dei proprietari, a considerare la positivita’ FeLV come un fattore ostativo a curare un gatto.

Su questi argomenti non valgono le opinioni personali e anche l’opinione di un singolo professionista non andrebbe presa come definitiva. Fa testo quanto e’ scientificamente riconosciuto ed accettato dalla comunita’ scientifica e pubblicato su testi e riviste di indiscussa autorevolezza.

Ci permettiamo quindi di riportare un frammento dal capitolo relativo al FelV tratto da un “sacro testo”: “Infectious diseases of dogs and cats” di C. Greene; questo capitoto e’ stato curato da K. Hartmann

“Despite the fact that persistent FeLV viremia is associated with a decreased life expectancy, many owners elect to provide treatment for the myriad clinical syndromes that accompany infection. Some older studies suggested that FeLV-infected cats live only a maximum of 3 years after diagnosis, but these studies involved group-hosed cats in multiple-cat, FeLV-endemic environments. With proper care, FeLV-infected cats may live much loinger than 3 years and, in fact, may die at older age from cause completely unrelated to their retroviral infection. Thus, decision about treatment or euthanasia should never be based solely on the presence of FeLV infection. It is important to realize that FeLV-infected cats are subject to the same diseases that befall uninfected cats, and the mere presence of a FeLV-related disease may or may not be caused by FeLV”

Cosa vuol dire? Vuol dire che la positivita’ al FeLV e’ un dato che da un lato ha valore prognostico, dall’altro e’ un elemento utile al clinico sia in termini di diagnosi differenziale, sia per meglio calibrare la terapia; in ultimo che l’aspettativa di vita di un gatto FeLV positivo “di proprieta’” e’ piu’ alta di quella di un gatto che vive in un gattile.

Abbiamo una ventina di gattini da sistemare

17/06/2015
…quindi per favore, non chiedeteci di prenderne altri. Non sapremmo dove metterli e non riusciremmo a sistemarli. Evitate a voi la delusione di un no, e a noi il dovervi dire quel no.
Cercate di sistemarli in qualche modo: in un bagno, in garage, presso amici …possiamo darvi consigli o na mano in caso di problemi veterinari …ma altro al momento no. Non fatevi l’idea che le associazioni, e questa in primis, siano chissa’ che organizzazione: sono quattro persone che provano a darsi da fare …ma non possiamo salvare il mondo.

Sovradiagnosi e screening

13/05/2015

In merito alla recente (sconsiderata) uscita di un noto personaggio in tema di campagne di screening e’ emerso sui giornali il problema della sovradiagnosi (e del sovratrattamento).
Di cosa si parla? Diciamo innanzitutto che e’ un problema molto complesso, che ha implicazioni molto vaste (costi per il sistema sanitario, aspetti psicologici e sociali, ecc) e che e’ strettamente connesso alla sempre maggiori possibilita’ diagnostiche e terapeutiche.
Provando a dirla in modo molto ma molto schematico (non esiste una definizione univoca).
Per sovradiagnosi (overdiagnosis) si intende la diagnosi di uno stato di malattia in più casi di quanti effettivamente siano: cioè si individuano troppi “falsi positivi”; la diagnosi di “stati patologici" che non causano o per i quali con c’e’ evidenza e/o consenso scientifico su un effettivo rischio per la salute del paziente o la possibilità’ di un trattamento.
Per sovratrattamento (overtreatment): si intende un trattamento eccessivo, non proporzionato rispetto all’entità / conseguenze della patologia.

Da queste più che sommarie definizioni si evince la complessità e il vastissimo ambito cui si può applicare questa terminologia. Ad esempio l’esame della PSA (Prostate-Specific Antigen) che rileva la concentrazione di questa particolare proteina secreta da ghiandole della prostata era considerata fino a qualche anno fa un test di screening attendibile per la diagnosi precoce del cancro alla prostata. Si e’ poi visto che non era così “attendibile”, o che risultava positivo in troppi casi in cui non era necessario intervenire. Oggi questo test si usa meno, con più’ circospezione rispetto al passato. Facciamo anche un banalissimo esempio di sovratrattamento: e’ necessaria la somministrazione di integratori vitaminici, di fermenti lattici (e magari di antibiotici) per un banale raffreddamento?

Questo fenomeno ha molteplici origini e tanti risvolti: l’ipocondria di molte persone come “bisogno", la necessita’ scientifica di cercare di individuare alcune malattie (i tumori in primis) ad uno stadio iniziale in quanto solo li’ ci sono possibilita’ di cura efficaci. Le aziende, ovviamente assecondano e stimolano la domanda, il sistema sanitario paga e spesso non c’e’ la sufficiente preparazione da parte degli operatori di agire con oculatezza. Ci sono anche altri risvolti negativi, soprattutto sul piano psicologico dei pazienti che si sentono fare una diagnosi che percepiscono come una condanna: e quindi si produce un danno gratuito. Ma voglio sottolineare ancora che si tratta di parzialissime considerazioni.

La sovradiagnosi e’ un fenomeno che non va confuso con gli effetti della “medicina difensiva”, cioe’ quell’atteggiamento per cui ad esempio si fanno piu’ accertamenti del necessario per non incorrere, o per potersi difendere in cause legali intentate dai pazienti. Questo e’ un fenomeno che ha costi molto alti per il sistema sanitario le cui origini sono tutt’altro che scientifiche ma vanno semmai rintracciate in una pratica distorta di difesa dei diritti dei malati.

Ci sono pero' tanti siti di cosiddetta “controinformazione” che partendo da questo problema reale e discusso nella comunità scientifica (si veda la quantità di articoli sul tema su PubMed) ne approfittano per portare avanti la loro tesi. E cioè quella del “complotto” della famigerata BigPharma per far sentire tutti malati e quindi lucrare sui malati costruiti ad arte.
Sicuramente ci sono aziende che hanno chiuso bilanci brillantissimi su test e trattamenti “non (strettamente) necessari” ma e’ “un” aspetto del problema dal quale non e’ possibile, se non per ignoranza o malafede, ricavare una risposta univoca.

E in veterinaria?

Si’, il problema c’e’ anche in veterinaria. Ad esempio e facendo riferimento a temi che abbiamo già trattato, i test sul coronavirus (dai “famigerati” test-FIP alla PCR) sono utili come strumento diagnostico in un caso di sospetta FIP, o nel caso un proprietario voglia essere rassicurato sul fatto che il suo gatto non potrà mai sviluppare una FIP; sono da considerarsi sovradiagnosi quando vengono fatti così, senza una finalità precisa (anche se in questo caso spesso c’e’ anche una autentica e pericolosa disinformazione veicolata purtroppo da tanti professionisti).
Gli stessi, e utilissimi test FIV/FeLV: che senso ha farli se quale che sia l’esito quel gatto viene rimesso dove si trovava, non si attua alcuna misura di prevenzione e non si fa alcun trattamento? E’ sovradiagnosi in quel caso, ma non lo e’ affatto se quel test si fa in fase diagnostica, o in ottica di impostare misure di prevenzione del contagio.

Mi e’ capitato un gatto (di un anno) diagnosticato come insufficienza renale sulla base di un singolo esame biochimico. In quel caso ripetere l’esame, fare un’ecografia, un esame delle urine NON e’ sovradiagnosi (e infatti qual gatto non aveva assolutamente nulla).
Fare una diagnosi accurata NON e’ far spendere soldi al proprietario o “arricchire” case farmaceutiche e laboratori.

In ogni caso.
In tema di sovradiagnosi e sovratrattamento, e come in tutte le questioni mediche, pretendere di dare una lettura univoca, semplificatoria e ideologica del problema e’ sempre sbagliato ed e’ sempre un danno. Accennare, far intendere che le mammografie …o i test FIV/FeLV servono solo ad arricchire l'industria, e’ non solo un’idiozia ma anche pericolosa disinformazione.
Le salute delle persone come degli animali e’ cosa troppo seria per diventare argomento di propaganda politica o ideologica.

Sperimentazione in umana

12/04/2015

In questa anticipazione del Corriere (il servizio intero non lo abbiamo visto) si parla di “sperimentazioni sull’uomo" condotte al di fuori delle regole: sostanzialmente questioni legate al consenso informato, all’accettazione da parte del Comitato Etico, ai rapporti (economici) con le aziende, ai necessarie procedure e controlli. Aspetti che non possono assolutamente essere trascurati o elusi, ma in queste righe vorremmo focalizzarci sul punto della sperimentazione in umana e sullo “scandalo” che ciò può suscitare.
No, non c’e’ nessuno scandalo nello sperimentare legalmente una tecnica (in questo caso uno stent) o un farmaco su un paziente umano.

Partiamo da quella che e’ la “sperimentazione clinica” (che segue quella preclinica fatta in vitro e su animali) che e’ codificata in 3 fasi (vedi qui), La prima e’ quella che coinvolge dei volontari sani cui viene somministrato il preparato in esame a diversi dosaggi con lo scopo di evidenziare eventuali effetti collaterali. La seconda coinvolge pazienti malati, dove ad un gruppo viene somministrato il nuovo farmaco e all’altro un placebo o il protocollo standard. Si usa il metodo del singolo o del doppio cieco in cui o solo il medico e’ conoscenza del trattamento somministrato o nemmeno il medico sa se quel paziente riceve il farmaco in esame o il placebo/terapia da protocollo. La fase 3 e’ quella dello studio controllato randomizzato che coinvolge anche migliaia di pazienti cui viene somministrato il medicinale in esame o quello di controllo ed ha lo scopo di verificare l’efficacia e l’entita’ degli effetti collaterali o avversi su base statistica.

Quindi sugli umani si “sperimenta”, legalmente …ed e’ un passaggio assolutamente necessario che non può essere eluso. C’e’ una casistica amplissima di principi attivi che sono efficaci su una specie e non, o meno, su un’altra o sono diversi i dosaggi efficaci (es la ciclosporina, i cortisteroidi tra cani e gatto). Alcuni farmaci possono essere addirittura letali su una specie e non su un altra (la permetrina, un principio attivo presente nell’antiparassitario Advantix e’ tossico per i gatti ma non per i cani). Ci sono principi attivi che sono risultati efficaci in vitro ma non in vivo (il ribavirin, un antivirale, “funziona” in vitro sul FCoV ma non puo’ essere somministrato ai gatti in quanto non efficace o tossico ad un dosaggio più alto(1)).

Banalità …come banale e’ ricordare James Phipps il ragazzino (8 anni) cui a fine del XVIII secolo e’ stato inoculato il virus del vaiolo bovino da Jenner e che segna l’inizio ufficiale della vaccinazione moderna.

La storia della Medicina e’ fatta di sperimentazione, di intuizioni, di tentativi. Fino a che non si sperimenta sulla specie target (nell’ambito di un quadro regolatorio) e con numeri tali da garantire una certezza statistica ai risultati che si ottengono non si può sapere se quel farmaco funziona o no, se ha effetti collaterali importanti, qual’e’ il minimo dosaggio utile. E’ un passaggio che la crescita della conoscenza e lo sviluppo tecnologico sposterà sempre più avanti ma dalle “cavie umane”, almeno nell’orizzonte temporale scrutabile, non si può prescindere.

Viviamo in una bolla di ipocrisia per cui la “sperimentazione animale” salva l’anima …almeno ai tanti per cui la vita di un cane, un topo o una scimmia non e’ nulla in confronto ai benefici apportati alla nostra specie. Ci si illude che siano sempre “altri” a pagare il prezzo di una nuova cura: peccato che non e’ così e che l’uso degli animali, comunque lo si giudichi sul piano etico e dell’efficacia, e’ solo un “pezzo” di quel lungo processo di ricerca e validazione che porta alla messa in commercio di un farmaco o dell’accettazione di una procedura chirurgica o diagnostica.

Note
(1) Feline Infectious Peritonitis, K. Hartman et al, Veterinary Clinics 2005

Akil, il cane poliziotto ucciso dai terroristi a Tunisi

19/03/2015

lo so che i cani poliziotto, come un tempo i cavalli in battaglia, sono altrettante espressioni dello sfruttamento dell’uomo sulle altre specie. Lo so che quel cane che passa in barella tra gli applausi dei militari e degli agenti antiterrorismo tunisini non ha certo scelto di immolare la sua vita per difendere noi umani che dal più al meno tanto teneri non siamo con i suoi simili.
Lo so, ma non ho potuto trattenere un moto di commozione e di rabbia per questa ventitreesima o ventiquattresima vittima innocente di questo nuovo brutale assalto di quei fanatici assassini.
Commozione per questo povero cane, caduto in battaglia, e per l’applauso spontaneo che quei soldati, reduci da quella mattinata di follia, hanno saputo tributargli.

Commozione per il rispetto che quei soldati hanno saputo dimostrare ad un cane. Persone dalle quali, nel nostro immaginario un po’ presuntuoso, mai ci saremmo aspettate il minimo gesto di attenzione.

Innanzitutto un saluto a questa altra vittima innocente di nome Akil e un grazie a quei soldati e a quei poliziotti che hanno voluto rendere onore al suo sacrificio.

Guardatevi questo breve filmato:

Veterinaria "avanzatissima" ???

08/03/2015
"In Italia, disponiamo di migliaia di strutture veterinarie dotate di strumentazioni e competenze clinico-diagnostiche e terapeutiche avanzatissime[…]” (1)

...davvero? Sicuramente ce ne sono come ci sono tanti medici veterinari di assoluto valore… ma non mi pare sia la norma. Quanti sono i diplomati di College che operano in Italia? Quanti in medicina interna, in neurologia, in diagnostica per immagini? Ad esempio, non credo ci sia un solo diplomato in critical care malgrado le centinaia di strutture di ricovero e pronto soccorso. Continua...

A chi accompagna i gatti ai rifugi...

10/02/2015
L'altra sera e' arrivata qui una gattina sola soletta ...dentro un trasportino. Evidentemente si e' fatta accompagnare da qualcuno. Non e' la prima o il primo che decide di venire a vivere qui: c'e' stato Imbucato, Imbucatino, Gattino. Loro hanno deciso che questo posto gli piaceva tanto e non se ne sono piu' voluti andare. Avevano gironzolato un po' qui intorno, poi si sono fatti coraggio e hanno saltato la recinzione: ...e niente da fare. Avevi un bel dirgli che il mondo di fuori, magari un po' piu' pericoloso, era forse meglio che un rifugio pieno di gatti e con tanti FeLV.
Lei invece, che chiameremo EnneEnne, ci e' venuta in macchina, mica a piedi come tutti gli altri ...la signorina!

Quello che vorremo dire a chi accompagna i gatti al rifugio e' solo questo: chiedetegli le "generalita'"... quanti anni hanno, se hanno delle malattie, se hanno subito degli interventi ...da dove arrivano.
Se no, sembra davvero la "rota degli esposti" che c'era nei conventi, dove nel Medioevo la gente depositava i bambini non voluti... Ma anche in quelle c'era una buca per lasciare un biglietto o un'offerta per le prime cure....

Compromessi nel lavoro con i gatti

02/02/2015
Occuparsi di gatti in un rifugio significa dover prendere atto di “stati di necessita’” e quindi cercare di fare il meglio nelle condizioni date. In altre parole: scendere a dei compromessi.

Una delle questioni piu’ sentite e’ quella della convivenza tra gatti sani e gatti FIV o FeLV positivi. Sappiamo che si tratta di malattie trasmissibili, che per il FIV non c’e’ vaccino e che per il FeLV, il virus più pericoloso, quelli esistenti non sono la soluzione. Di qui l’indicazione di evitare la convivenza (sopratutto per quanto riguarda gatti FeLV e sani). Ma quando la possibilita’ di separazione non c’e’? …di solito si comincia il giro delle telefonate per cercare la persona o il rifugio che possa accogliere il micio FeLV positivo. Sono colloqui spiacevoli per chi si trova a dover chiedere e per chi si trova spesso a dover dire di no… Continua...

Reazione avversa ad un vaccino...

25/01/2015
...in effetti sembrava proprio cosi' ed anche piuttosto grave. Ma leggete tutta la storia che, oltre al lieto fine, e' anche "istruttiva"... ;-)

Comincia come al solito con una chiamata per un gatto trovato in giardino che questa persona non puo' tenere (e a ragione visto che ha quattro cani). Poiche' non sempre si tratta di abbandono, gli dico di mettere i biglietti in giro nel raggio di almeno un km, e che lo porti al CVT di Rivoli, nostra clinica convenzionata. Se nell'arco di qualche giorno non si fosse fatto vivo nessuno sarebbe venuto al rifugio. Continua...

Liberatori? ...

30/12/2014
E' notizia dell'altro giorno di una protesta animalista contro un circo di Macerata nel quale, secondo le ricostruzioni dei giornali, sono state forzate le gabbie da cui sono usciti diversi animali: tutti ricatturati eccetto un rinoceronte finito investito e ucciso da un auto il cui conducente e' rimasto lievemente ferito. Continua...

Vegan pentiti? Qualche considerazione

10/12/2014
Un articolo del Corriere del 8/12 a firma di A. Sala, riporta un'indagine effettuata dal Human Research Council sulla "stabilita'" della scelta veg: in particolare si evidenzia come solo uno su cinque mantiene la propria scelta nel tempo. Continua...

"Vaccino, sono 11 le morti sospette"

01/12/2014
Il titolo lo prendiamo a prestito dall'edizione online del Corriere del 29/11 ma quelli degli altri giornali non sono molto diversi. Si tratta di persone ultrasettantenni (92, 77, 87, una di 68, ecc) che sono decedute nelle 48 ore susseguenti alla somministrazione del vaccino antiinfluenzale "Fluad" in uso da oltre 10 anni (dato non irrelevante nel caso di una sospetta reazione avversa ad un farmaco). Continua...

8 morti umani nelle sterilizzazioni: e nei gatti?...

11/11/2014
E' notizia di oggi. In India 8 donne sono morte e altre 20 versano in gravi condizioni a seguito di interventi di sterilizzazione. Interventi che fanno parte di un piano governativo di controllo delle nascite. E' facile prevedere che queste morti saranno da imputare ad errori e imperizia dei medici e/o scarse condizioni igieniche e di sterilita' di sale e strumenti chirurgici. Continua...

Linee guida AAFP per la vaccinazione del gatto

Cosa sono e come "funzionano" i vaccini; le ragioni per vaccinare e la valutazione del rischio/beneficio; le linee guida per la vaccinazione dei gatti di casa e nei gattili.
In questo articolo, tratto da una recente pubblicazione curata dal dott. Stefano Bo per Vetpedia, potrete trovare tutte le informazioni essenziali su questo argomento molto importante per la salute dei gattiContinua...

1/10/2014

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