Strongilosi polmonare trattata con selamectin

07/05/2017

La strongilosi polmonare è una patologia parassitaria potenzialmente letale se non trattata o non individuata in tempo. È causata dalla presenza di piccoli nematodi (Aelurostrongylus abstrusus, Troglostrongylus spp., Capillaria spp.) o delle loro uova nei bronchioli e dotti alveolari che provocano una sintomatologia respiratoria che può andare dalla tosse alla dispnea lieve o intensa.
La presenza di questi parassiti non sempre da’ sintomi così evidenti da allarmare il proprietario e non è sempre rilevabile dall’esame obiettivo e dall’auscultazione: ciò nonostante, anche un’infestazione di moderata entità può essere causa di complicanze in corso di un’anestesia generale (ad esempio una sterilizzazione). Quando poi l’infestazione è massiva, il trattamento farmacologico diventa esso stesso molto rischioso(1) per cui è consigliabile che almeno per i primi giorni il gatto sia ricoverato in una struttura dotata di un reparto di terapia intensiva.

Nel caso in questione, il gatto era stato riferito all'IVN per un intervento di odontostomatologia; nel corso della visita è stato notata una frequenza respiratoria accelerata e il gatto è stato sottoposto a Rx che ha rivelato lesioni nodulari diffuse compatibili con una strongilosi. Poiché il gatto aveva difficoltà a mangiare ed era poco trattabile è stato trattato con selamectin (Stroinghold® spot-on gatti) e non con la terapia di elezione a base di fenbendazolo (Panacur®). È stato fatto un esame feci su tre campioni con la tecnica di Baermann(2) che è risultato negativo ma successivamente, nel corso di una ecografia sono stati campionati questi noduli (biopsia ecoguidata con ago sottile) che la citologia ha confermato essere di natura parassitaria.
Dopo due trattamenti a distanza di 15 gg i polmoni, come si può vedere dalle immagini, sono notevolmente migliorati.

L’efficacia del selamectin e di altri antiparassitari(3) nel trattamento delle strongilosi è riportato in letteratura e costituiscono una valida alternativa nei casi in cui è problematica la somministrazione del farmaco d’elezione (fenbendazolo 50mg/kg per 15 gg). Inoltre rappresentano un’opzione nelle prime fasi del trattamento di infezioni massive dove è necessario “limitare” l’efficacia del farmaco nell’eliminazione dei parassiti.

Regolari trattamenti antiparassitari servono anche ad evitare l’insorgere di questa patologia potenzialmente grave.
(Articolo approvato dal Dipartimento di Medicina Interna dell'Istituto Veterinario di Novara)

Fonti principali:

Note
(1) La morte massiva dei parassiti e il conseguente rilascio di antigeni può causare una reazione di ipersensibilità che a sua volta causa/aggrava una estesa infiammazione del tessuto polmonare coinvolto per cui è indicata la somministrazione concomitante di cortisonici (e nel caso antibiotici a largo spettro), l’eventuale somministrazione di ossigeno e di altri interventi del caso.
(2) La tecnica di Baermann è una tecnica particolare di esame coprologico mirata all’identificazione delle larve vitali di A. abstrusus; ha una sensibilità inferiore al 100% e può dare dei falsi negativi sia a causa dell’incostante eliminazione (per questo si raccomandano i 3 campioni raccolti in giorni differenti), sia perché il parassita non ha ancora raggiunto la maturità sessuale e quindi non elimina. Altre info: Comparison of bronchoalveolar lavage fluid examination and other diagnostic techniques with the Baermann technique for detection of naturally occurring Aelurostrongylus abstrusus infection in cats; Lacorcia et al; JAVMA 2009.
(3) Altri antiparassitari utilizzabili nel trattamento di A. abstrusus nel gatto:

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