Anestesia spinale nel gatto

08/03/2016

L'altro giorno ritiro una gatta che e' stata sterilizzata all'Istituto Veterinario di Novara e con una certa sorpresa la trovo con l'area lombosacrale rasata: "E che? Gli avranno mica fatto l'epidurale?" Non esattamente... parlando con il responsabile del Reparto di Anestesiologia, dott. Vincenzo Rondelli, scopro che gli hanno fatto un'anestesia spinale, come fanno sempre per le chirurgie della regione addominale: quindi sterilizzazioni, nefrectomie, splenectomie, interventi alla vescica e all'intestino, ortopedia degli arti inferiori e chirurgie della coda.
Si tratta di una tecnica spesso utilizzata in umana ma ancora poco diffusa in veterinaria che presenta diversi vantaggi rispetto alla classica anestesia generale: maggior controllo del dolore intra e postoperatorio, ottime condizioni operative per il chirurgo e minore quantita' di farmaci utilizzati (quindi con minor carico sui reni per il loro smaltimento). Inoltre il risveglio e la ripresa delle funzionalita' gastrointestinali sono piu' rapide. In umana si e' anche evidenziato un minor rischio di ipotermia, complicazioni polmonari (emboli polmonari) e una minore incidenza di trombosi venose profonde.

Prima di accennare brevemente a questa tecnica anestesiologica e' bene ricordare che ogni intervento chirurgico anche su un animale sano, compresa una "banale" sterilizzazione, dovrebbe essere preceduto da una approfondita visita clinica, e all'occorrenza una lastra al torace e un esame del sangue che includa emocromo e, almeno, i principali parametri relativi alla funzionalita' renale (BUN, Crea) ed epatica (TBil): questo perche' l'anestesia su un paziente che presenta problemi respiratori (che non sono sempre individuabili all'auscultazione) o alterazioni ematiche, problemi renali o epatici puo' avere gravi conseguenze e comunque l'anestesista deve sapere se queste patologie sono in essere per regolarsi di conseguenza.

Bisogna poi aprire una piccola quanto doverosa parentesi: un conto e' "addormentare un gatto" iniettando dei farmaci anestetici intramuscolo e sperare che tutto vada bene ...un altro e' "anestetizzare un gatto" disponendo degli strumenti di monitoraggio - e della capacita' di intervenire in corso di intervento e nel post-operatorio. L'anestesiologia veterinaria e' una specializzazione riconosciuta a livello europeo (European College of Veterinary Anaesthesia and Analgesia) ed americano (American College of Veterinary Anesthesia and Analgesia).

A differenza dell'anestesia generale che comporta la perdita di coscienza temporanea, l'anestesia spinale e' un tipo di anestesia regionale che ha solo effetto analgesico e immobilizzante ma non provoca amnesia. Quando questa tecnica e' applicata in umana il paziente puo' rimanere sveglio durante l'intervento senza pero' provare alcun dolore. Su cani e gatti e' ovviamente necessario tenere il paziente "addormentato" anche quando si pratica un'anestesia regionale e quindi l'animale viene comunque intubato e riceve un anestetico gassoso o una infusione continua di anestetico per via intravenosa ma con concentrazioni molto inferiori e quindi con una minore depressione respiratoria.
Lo scopo dell'anestesia e' quello di sopprimere il dolore (analgesia) e conseguentemente inibire il movimento e le contrazioni muscolari che si avrebbero in risposta agli stimoli dolorosi. L'anestesia regionale si basa sul fatto che la risposta agli stimoli dolorosi e' primariamente mediata dal midollo spinale e non dal cervello: cosa che si puo' empiricamente intuire se pensiamo alle persone che sono rimaste insensibili agli arti inferiori in seguito ad un trauma.
Esistono due tipi di anestesia regionale: quella epidurale e quella spinale. In entrambi i casi si accede dallo spazio intervertebrale (tipicamente tra l'ultima lombare e la prima sacrale) alla cavita' spinale: nell'anestesia epidurale il farmaco viene iniettato esternamente alla dura madre in uno spazio in cui ci sono vasi sanguigni e grasso e da cui si diparte l'innervatura; nell'anestesia spinale si penetra con un ago sottile la dura madre e l'anestetico viene quindi iniettato direttamente nello spazio subaracnoideo dove si trova fluido cerebrospinale (CSF) che circonda il midollo spinale: lo schema aiuta a chiarire la diversa localizzazione.

Nell'anestesia epidurale si puo' utilizzare un apposito catetere che rimane in situ e che puo' essere utilizzato sia durante l'intervento per controllare la durata della sedazione che per l'analgesia nel postoperatorio. Nell'anestesia spinale si pratica normalmente una singola somministrazione ed e' la tipologia del farmaco a determinare la durata della sedazione. L'epidurale e' piu' indicata negli interventi particolarmente lunghi, la spinale in quelli di breve/media durata. Esistono poi altre ragioni di carattere piu' tecnico e/o legate allo stato del paziente ad indirizzare l'anestesista verso l'una o l'altra tecnica o verso l'anestesia generale.

(Articolo approvato dal Dipartimento di Anestesiologia ed Analgesia dell'Istituto Veterinario di Novara)

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