Note:

Le note vengono visualizzate in questa colonna cliccando sul riferimento

Regole minime per l'accoglimento di gattini in un rifugio

01/01/2014 rivisto e ampliato il 14/04/2019

Tutti i rifugi, ogni anno ricevono decine di richieste di accoglimento di gattini e cucciolate con o senza madre e ogni anno si registrano epidemie di panleucopenia (FPV) che uccidono in percentuali che possono raggiungere e superare il 50%.

Diciamo subito due cose: è illusorio pensare che queste epidemie possano essere evitate; è sbagliato considerare queste epidemie come un destino ineluttabile.

Per una trattazione completa del problematiche dell'accoglimento dei gattini e in generale della cura dei gatti nei rifugi rimandiamo alle fonti, qui, si vogliono solo ricordare sinteticamente alcune misure base, accorgimenti, attenzioni da porre in essere per chi accoglie, gestisce e dà in adozione cuccioli; che si tratti di stallatori o rifugi.

  • Il periodo di incubazione della panleucopenia è di 7-15 gg, quindi per due settimane i gattini in ingresso vanno considerati come possibili infetti e vanno tenuti per quanto possibile in isolamento.
  • Un gatto che abbia superato un'infezione da FPV resta escrettore e quindi contagioso per circa un mese: deve quindi essere isolato e non dato in adozione; nel caso ci si deve assicurare che il gatto/i gatti di casa siano regolarmente vaccinati.
  • I gattini possono essere vaccinati già a 4-6 settimane quindi i piccoli che hanno superato la quarantena e non mostrano segni di malattia vanno vaccinati e vanno effettuati dei richiami periodici ogni 3 settimane fino al quarto mese (dopodiché si comincia il ciclo di vaccinazione normale). La vaccinazione precoce ovviamente serve nel caso ci sia la possibilità di accogliere altre cucciolate e/o siano presenti nella struttura gatti adulti.
  • L'adottante deve sempre essere informato del rischio che un gattino possa sviluppare una parvovirosi, così come deve essere informato circa le sverminazioni, le vaccinazioni e le micosi: è una questione di credibilità e serietà da parte dell'associazione o della parsona che propone l'adozione.
  • I gatti di proprietà di chi fa stalli, come i gatti stanziali in un rifugio, devono essere regolamente vaccinati annualmente (contesto a rischio).
  • Per quanto possibile è preferibile accogliere solo una cucciolata alla volta e comunque i piccoli vanno vaccinati il prima possibile.
  • Non bisogna mai lasciare che diverse cucciolate entrino in contatto tra loro (o con altri gatti stanziali): devono essere tenute in gabbie distinte, con ciotole e lettiere monouso, regolarmente disinfettate (Virkon-S o candeggina commerciale pura). I cuccioli devono essere sempre maneggiati con i guanti di lattice e questi vanno cambiati ad ogni cucciolata/gabbia. Bisogna sempre entrare nella stanza dei cuccioli con sovrascarpe.
  • In presenza di qualche sintomo riconducibile alla panleucopenia (vomito, anoressia, diarrea) tutta la cucciolata deve essere al più presto controllata ed eventulmente ricoverata presso una struttura veterinaria attrezzata.
  • I trasportini usati per portare in struttura i gattini devono essere accuratamente disinfettati; vanno evitati giochini, copertine, grattatoi non adeguatamente disinfettabili ed in ogni caso non devono essere utilizzati per più cucciolate.

La prevenzione delle epidemie nei gattili rappresenta una sfida tecnica/organizzativa notevole: richiede strutture fisiche (locali) e attrezzature (gabbie di qualità), supporto veterinario che non sempre, anzi raramente sono a disposizione di queste strutture ma soprattutto e primariamente è un problema culturale e di consapevolezza del rischio.
I volontari dei rifugi e chi si rende disponibile per gli stalli deve essere sensibilizzato al rischio: non è accettabile che si facciano stalli in case dove ci sono gatti non vaccinati; che si facciano adottare cuccioli che hanno appena superato una panleucopenia da persone che hanno gatti propri non vaccinati; che si puliscano le lettiere con la stessa paletta; che si disinfetti con prodotti non adatti; che non si usino sovrascarpe; che si coccolino i gattini senza guanti ...ecc. ecc.
Tutte cose banali e che non costano nulla ma che non si fanno se non c'è una cultura del della prevenzione del rischio. Seguire queste regole "minime" non basta certo a metterci dal riparo dal rischio ma sono la precondizione per ogni altro e più efficace e stringente "protocollo".

Fonti:

Indietro