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Ingratitudine felina? (vescica neurologica/traumi spinali)

29/11/2016

Maxina è una gattina selvatica di meno di un anno che in seguito ad un incidente stradale ha riportato una frattura alla colonna vertebrale in T13-L1, indicativamente a metà della schiena. Si tratta di una lesione che in molti casi non da’ alcuna speranza che possa mai più camminare; che la rende incontinente fecale, incapace di urinare autonomamente e la espone a possibili serie complicanze come un megacolon (un ingrossamento e una perdita di funzionalità del grosso intestino), cistiti ricorrenti, danni tissutali da perdita di urina, ecc.

Le lesioni spinali possono essere di vario tipo e gravità ma, salvo casi veramente "estremi", è praticamente impossibile formulare una prognosi dalle immagini radiografiche/TC/valutazioni neurologiche. In altri casi, pure in presenza di danni "molto seri", è stato tentato con successo l'intervento e dopo un periodo di riabilitazione i gatti sono tornati a camminare e a recuperare una completa o quasi completa funzionalità urinaria.
Di fronte a questi casi un neurochirurgo mantiene correttamente un atteggiamento molto prudenziale/pessimistico: sarebbe infatti disonesto spingere i proprietari ad affrontare interventi costosi e un lungo periodo di riabilitazione (uno, due mesi) in tutte quelle situazioni in cui non si ha una ragionevole certezza del recupero funzionale.
È però bene sapere che, casi estremi a parte, l'intervento di neurochirurgia e la riabilitazione, non sempre, ma in alcuni casi possono dare risultati "miracolosi"

Per quanto giovane e, per il resto, in ottima salute, Maxina era una gatta da eutanasia. Una scelta giustificata sia in considerazione della sua qualità della vita che per le difficoltà gestionali che comporta. Oltretutto è una stronzetta selvatichina e questo non facilita certo le cose.

Ma come a volte capita nelle disgrazie, a lei è andata bene. Ha trascorso un mesetto in gabbia per dare tempo alla frattura di saldarsi e adesso si trova in uno di quei recinti per bambini. Ha un suo spazio in cui muoversi (si trascina benissimo sulle zampe anteriori) e la compagnia degli altri gatti di casa che gradiscono anch'essi sdraiarsi sui suoi cuscini e coperte.

Questa micia, come tutti i gatti che per traumi o altre ragioni non hanno il controllo della vescica devono essere "spremuti" (altrimenti detto: devono essere sottoposti a "massaggio vescicale""), bisogna cioè applicare una pressione sulla vescica tale da vincere la resistenza dello sfintere uretrale e permettere così la fuoriuscita delle urine. Su una femmina è una manovra piuttosto semplice; su un maschio, specie se grosso, può essere un po' più difficoltosa ma è comunque una cosa che un proprietario attento può imparare senza particolari difficoltà. Bisogna fare un po' attenzione perché una vescica può rompersi ...e in tal caso bisogna intervenire chirurgicamente d'urgenza.

Questa manovra va fatta tre volte al giorno (tre, non due o una) per diverse ragioni: la prima è che bisogna mantenere la tonicità della vescica (una vescica sovradistesa, cioè sempre piena, perde elasticità e le pareti si inspessiscono); la seconda è che il ristagno di urina facilita la crescita di eventuali batteri presenti, infine una vescica sovradistesa diventa difficile da comprimere e aumenta il rischio di rottura.

I gatti in queste condizioni ("vescica neurologica") o incontinenti sono soggetti ad infezioni batteriche a carico della vescica se non altro perché strisciano sul pavimento e non si puliscono. Queste infezioni sono pericolose perché, a parte indicatori piuttosto aleatori quali urine dal colore più scuro e più odorose, sono praticamente asintomatiche. Dalla vescica l'infezione risale gli ureteri e arriva ai reni dando luogo ad una pielonefrite che, quando viene riconosciuta, il più delle volte ha già comportato una compromissione della funzionalità renale.
Su questi gatti è quindi "obbligatorio" controllare periodicamente (almeno 2 volte l'anno) le urine. Si effettua una cistocentesi, cioè un prelievo ecoguidato di urine con una siringa: si fa il normale esame con valutazione del sedimento e, se positivo, si fa anche un esame batteriologico per determinare la specie del batterio e l'antibiotico a cui risponde. A volte, specie quando le urine sono poco concentrate (peso specifico basso) e c'è un sospetto di infezione batterica (es. una moderata leucocitosi) è consigliabile fare comunque il batteriologico.

Maxina, almeno per ora defeca normalmente e l'unica accortezza è quella di mantenere le feci consistenti (somministrando regolarmente prebiotici con il cibo) per evitare infezioni (e antipatiche operazioni di pulizia...). Qualora dovesse malauguratamente sviluppare un megacolon, e non bastassero più i clisteri, si dovrà valutare l'intervento chirurgico.

Come si può notare dall'espressione amichevole si direbbe che Maxina è la dimostrazione che l'ingratitudine non è una prerogativa solo umana :-) ...ma poi si fa accarezzare e ogni tanto gli scappa anche di fare le fusa. Il punto interrogativo nel titolo ci sta tutto.

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