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Le colonie

Le colonie possono essere un buon habitat per i gatti. E' vero che non godono dei comfort di una casa nè delle cure e delle coccole degli umani, ma sono liberi e hanno rapporti sociali; e questo per un gatto, come per tutti gli esseri senzienti, è di fondamentale importanza. Le colonie devono però essere gestite: i gatti devono ricevere del cibo, delle cure quando possibile, e soprattutto bisogna controllare le nascite.

Sterilizzare i gatti non è una scelta ma una necessità: annullare la sessualità e la maternità di un animale è una violenza che però è indispensabile per prevenire ulteriori e peggiori sofferenze. E' evidente come la crescita della popolazione felina comporti maggiori problemi di cura e rischi di ingenerare o acutizzare conflitti di convivenza con gli umani: conflitti, di cui sono sempre i gatti a pagare le conseguenze malgrado leggi e regolamenti a loro tutela.

Sterilizzare come e sterilizzare chi

La nostra scelta è quella di sterilizzare maschi e femmine in quanto l'intervento di chiusura delle tube comporta forti rischi di patologie secondarie all'apparato riproduttore che su gatte selvatiche non sarebbe possibile diagnosticare e curare per tempo. E' vero che gli animali potrebbero così avere rapporti sessuali, ma comunque non in maniera "normale", perchè non è normale per le gatte non rimanere incinte e quindi ri-andare in calore ogni poche settimane. Sterilizzare tutti i gatti è inoltre un mezzo per limitare gli spostamenti dei maschi da una colonia all'altra limitando cosi i pericoli connessi connessi a queste migrazioni.

Il censimento e la gestione delle colonie

Individuare le colonie ed entrare in contatto con i referenti (dove ci sono) è la condizione necessaria per poter gestire il problema attraverso la programmazione degli interventi: siano questi le sterilizzazioni, o, nel caso, interventi di sostegno ai referenti nelle attività di cura. Questa rete di contatti, che attraverso il censimento è possibile costruire, è evidentemente utile sul piano pratico, ma serve anche a "non far sentire sole" le persone che si occupano della cura della colonia sotto casa.
Il ruolo di queste persone è fondamentale in particolar modo a valle di una campagna di sterilizzazione. E' infatti raro che si riescano a sterilizzare tutti i gatti di una colonia, e che a quella colonia non si aggreghino poi altri gatti. E' sufficiente che sfugga una gatta e dopo 6 mesi, 1 anno avremo un'altra decina di gattonzoli pronti a loro volta a fare altri cuccioli... Di qui l'importanza di qualcuno che segua quotidianamente gli animali, li conosca e quindi possa intervenire o richiedere ad altri un intervento. Sterilizzare una colonia e poi abbandonarla a se stessa, è un lavoro sprecato perché non duraturo. E' più utile intervenire dove c'è la possibità di dare continuità e stabilità alla colonia.

Cattura, sterilizzazione e reinserimento

Oppre "TNR, trap, neuter and return", per dirla all'inglese. Questo è l'unico approccio serio, efficace e ampiamente validato sul campo, per affrontare il problema della colonie feline.


Il problema del randagismo deve essere affrontato, non può essere lasciato a se stesso o alla "selezione naturale". Dire che i gatti (o i cani) "si arrangiano" è da irresponsabili. Le nostre città come le nostre campagne non sono ambienti "naturali" in cui è la natura, il rapporto tra le specie a determinare un equilibrio. Intervenire è quindi nostro dovere: e intervenire significa innanzitutto controllare le nascite perché questa è la precondizione per tutti gli altri interventi di cura.

Il problema della cattura: sulla base della nostra esperienza, l'unico metodo efficace è quello della gabbia trappola. Si tratta di una specie di trasportino piu' lungo del normale con un meccanismo di chiusura automatica. Si mette un pò di cibo al fondo (meglio usare delle scatolette particolarmente appetitose), si arma il meccanismo, e si attende che il gatto entri di sua spontanea volontà.

Può essere utile mettere una coperta che copra la gabbia in modo che sembri una specie di tana. I gatti sono in genere diffidenti, per cui a volte bisogna abituarli mettendo il cibo dentro la gabbia avendo prima bloccato il meccanismo di chiusura (con un cordino, una zeppetta sotto il predellino, ecc). Quando, dopo alcuni giorni il gatto si sentirà sicuro, si attiva il meccanismo di chiusura per la cattura.

Quando scatta il meccanismo e il gatto capisce di essere in trappola, com'è naturale si spaventa e si agita, ma dopo pochi minuti, rendendosi conto che non ha vie di fuga, si acquatta in un angolo e resta vigile, nervoso, ma fermo. E' importante che la gabbia sia stretta e non permetta molti movimenti perchè in questo modo si evitano le piccole ferite che potrebbe procurarsi nei primi minuti di agitazione. L'importante è lasciare l'animale tranquillo e coprire la gabbia.

Non importa se passano alcune ore, o anche tutta la notte (ovviamente non in inverno!!) prima che venga trasportato in ambulatorio. Anzi, con gatti particolarmente diffidenti è consigliare posizionare la gabbia alla sera e passare a prenderla il mattino: mettendo un cartello e/o avvisando le persone del posto che si stanno catturando i gatti per la sterilizzazione. L'importante è che la gabbia sia coperta e aerata. Bisogna tenere conto che per l'agitazione, la temperatura corporea del gatto sale di molto, e quindi può essere esposto a pericolosi colpi di calore. Questo d'estate, d'inverno c'è invece il problema opposto... Quindi buon senso nel lasciare il gatto catturato in gabbia.

Quando ci sono, come quasi sempre succede, più gatti da sterilizzare, si pone il problema di catturare "quello giusto". All'inizio è facile: chi entra, entra. Ma quando ne mancano uno o due? Tentare di far entrare "proprio quello" e' fatica sprecata. E' piu' logico lasciare la gabbia aperta per tutti e prima o poi entrerà anche quello giusto. Se entra uno che è già stato catturato e sterilizzato, pazienza. Lo si libera, e si spera che la prossima volta si faccia un pò più furbo :-)
Oggi esistono anche delle gabbie telecomandate che vanno molto bene in questi casi.

Non sempre si riesce a sterilizzare completamente una colonia, ma questo non va considerato un insuccesso. Se su dieci gatte se ne sterilizzano nove, il problema dei cuccioli è ridotto del 90%! Quattro piccoli si possono poi sistemare, 40 no!

Quando ci si rende conto che una femmina ha appena partorito non si devono tentare catture, o comunque si deve evitare di catturare quella gatta. Se alla peggio, il veterinario si accorge che è una gatta in lattazione, evitate la sterilizzazione e riportatela subito sul posto. I piccoli senza mamma, sopratutto nei primi giorni sopravvivono solo poche ore tra un poppata e l'altra.
Catturare i gatti con la trappola può fare una brutta impressione ma è l'unico metodo efficace. Tentare di farli entrare nel trasportino, anche quando si tratta di gatti che si fanno toccare è un rischio. Di solito si rivoltano quando si rendono conto che li si vuole prendere e poi diventano estremamente diffidenti per cui ulteriori tentativi anche con la trappola risulteranno più difficili.

Altrettanto sbagliato è tentare con i sonniferi. Il dosaggio non è semplice, non si può essere sicuri di quanto farmaco effettivamente assuma l'animale, e sopratutto questi farmaci non hanno effetto immediato. Il gatto sotto l'effetto del sonnifero si può spostare, può andare a nascondersi in punti inaccessibili... e può correre dei seri rischi se dovesse attraversare una strada o tentare di arrampicarsi in posti pericolosi. Ma se anche resta confinato in un luogo chiuso non è comunque facilissimo prendere un gatto che è solo intontito e che puo' avere reazioni scomposte.

La soluzione migliore, più sicura per noi e per il gatto è sempre la trappola... anche se può sembrare quella più; rozza.

Una volta catturato lo si porta dal veterinario dentro la gabbia trappola (mai tentare di metterlo in un trasportino): ci penserà il veterinario a metterlo in una gabbia di degenza.

Possibili mamme con possibili gattini

Quando si cattura un gatto di solito lo si porta dal veterinario dentro la trappola, li' viene messo nelle gabbie di degenza e poi operato di solito il giorno seguente (deve essere a digiuno) o il giorno dopo ancora. "Tutto bene l'intervento? Allora, era poi una gatta?" E' la domanda di rito che si fa al veterinario due o tre giorni dopo la cattura... E gia', e se quella era una gatta che aveva partorito e nascosto i piccoli da qualche parte? L'abbiamo catturata "per il suo bene" e condannato la sua cucciolata a morire di stenti...

Evitare queste situazioni e' facilissimo: quando si porta il gatto dal veterinario gli si deve chiedere di controllarlo *subito* , al limite somministrando una lieve sedazione. E' un maschio? Bene, nessun problema. E' una femmina e si vedono le mammelle gonfie? Allora la si riporta di filato in colonia... e la si catturera' in un momento successivo.
E' una precauzione da prendere sempre, ma sopratutto nei periodi delle cucciolate, cioe' primavera ed estate.

Gatti randagi FeLV positivi

Di solito i test FIV/FeLV non si fanno, come quasi sempre si sceglie l'anestesia chimica invece di quella gassosa, perche' quando si sterilizza una colonia si punta sempre "al risparmio".

Se per una sterilizzazione "tranquilla" (cioe' su gatti giovani e sani) si puo' scegliere l'anestesia chimica senza rischi, non si puo' dire lo stesso sul fare o non fare i test FIV/FeLV.

Un gatto FeLV non necessariamente ha un aspetto "malato" al punto da insospettirci: spesso ci troviamo davanti dei bellissimi gatti che magari sono FIV e/o FeLV positivi, e lo possiamo sapere solo dai test. Puo' succedere - e non e' raro - che un gatto FIV, ma specialmente FeLV, in seguito allo stress anestesiologico e chirurgico, abbia un calo importante delle proprie difese immunitarie e che vada incontro a seri problemi.

Problemi che in genere si possono controllare con un'adeguata copertura antibiotica e con un periodo di ricovero un po' piu' lungo, e che si possono prevenire decidendo per l'anestesia gassosa e, quando c'e' la possibilita', con un ciclo di interferone. Di sicuro reinserire in colonia un gatto FeLV dopo due giorni dall'intervento con un antibiotico generico significa mettere seriamente a rischio la sua vita!

L'unico modo sicuro per sapere se un gatto e' FeLV positivo o meno e' quello di fare il test (meglio ancora in doppio per escludere errori strumentali) ma non sempre e' possibile farlo su tutti i gatti di una colonia.

La FeLV, in assenza di vaccinazione, e' una malattia facilmente trasmissibile ma non e' detto che in colonia in cui siano presenti dei gatti positivi, siano tutti "automaticamente" positivi. L'unico modo per saperlo in modo certo sarebbe quello di testarli singolarmente. Quando cio' non e' possibile facciamo almeno dei test a campione, possibilmente sui gatti che presentano dei segni clinici "sospetti". Se non ne troviamo non possiamo essere certi che non ve ne siano, ma se ne troviamo di positivi, possiamo assumere che la colonia sia "positiva" e quindi usare le precauzioni del caso.
Ricordiamo infine che i test rapidi andrebbero sempre fatti sul siero (che si ottiene centrifugando il sangue) per una maggiore attendibilita'.

Aspetti veterinari

Curare un gatto di casa è molto diverso dal curare un randagio. Somministrare loro dei farmaci è molto difficile, patiscono molto di più lo stare in gabbia, e quindi ancora qualche domanda alla dott.sa Faccenda.

Domanda: come si gestiscono i gatti di colonia quando arrivano in ambulatorio?

F. Eh, quelle "belve" :-) non puoi certo anestetizzarle per fargli un prelievo! Il rischio rispetto ad una sterilizzaizione ordinaria è per forza di cose piu' alto...

Domanda: Una gatta dimessa subito, o il giorno successivo, corre il rischio di strapparsi i punti? C'e' la necessita' di ricatturarla per togliere i punti? Ci sono delle precauzioni in piu' nella stagione invernale?

F. Sicuramente non si può riportare in colonia una gatta appena sveglia dall'anestesia in pieno inverno... Bisogna sempre fare attenzione che stiano al caldo e sopratutto all'asciutto perché se si fanno la pipì addosso e quindi si bagnano il pelo possono facilmente andare in ipotermia, e se non si interviene in tempo... Quindi è meglio mettere sempre un tappetino assorbente (di quelli che si trovano nei negozi di articoli per animali). Sì, è meglio che stiano in degenza, anche d'estate...

Domanda: Abbiamo avuto dei casi di gatti FeLV che in seguito ad un banale intervento hanno avuto dei grossi problemi: abbassamento dell'ematocrito e altro. Con antibiotici e interferone siamo riusciti poi a tirarli fuori. Ma se fossero stati dei randagi e se li avessimo messi fuori senza controllarli? Per questo abbiamo deciso che d'ora in avanti, quando cominciamo una colonia facciamo alcuni test a campione. Se ci sono dei FeLV usiamo certi accorgimenti, se no, la normale degenza. Che ne pensi?

F. Sì, se ne trovi uno positivo è facile che lo siano anche gli altri, quindi li tratti con un'attenzione maggiore.

Domanda: Il taglio della punta dell'orecchio che spesso viene effettuato per riconoscere le gatte sterilizzate è una mutiliazione inutile o no?

F. Non mi piace, anche se so che e' utile. Mi piacerebbe di piu' un tatuaggio colorato... o qualcos'altro. Però è vero che si evita il rischio di una seconda cattura, di doverli sedare per vedere se sono già sterilizzati o meno. Finchè non si troveranno altri metodi... come ad esempio il microchip .

Una parentesi sulle cure. Curare un gatto di colonia è difficile, intanto perché bisogna catturarlo, poi perché dovrà essere sedato per qualunque tipo di intervento (una visita, l'applicazione di una cannula, ecc). Può aver senso tentare come può essere più logico lasciarlo stare. Non crediamo ci sia una regola: si valuta caso per caso cercando di fare il bene dell'animale.

Il reinserimento in colonia

Va innanzitutto ricordato che il reinserimento nelle colonie feline è previsto per legge, e che le colonie possono essere spostate solo per gravi ragioni e dietro il permesso dell'ASL di competenza.

Il veterinario di solito ci consegna il gatto in un trasportino (sempre meglio usare quelli in metallo che hanno una chiusura più sicura). Giunti sul posto è bene lasciare al gatto il tempo di capire che si trova nuovamente a casa, quindi lasciarlo nel trasportino chiuso per 5, 10 min in modo che possa guardarsi attorno (anche per questo è meglio non usare trasportini in plastica che impediscono la visuale), quindi lo si libera.

E' normale che il gatto schizzi via e che non lo si veda in giro per qualche giorno, ma poi ritornerà, e non metterà al mondo altri cuccioli destinati a una vita di stenti o peggio.