Questa e' una sintesi delle "linee guida AAFP 2013 per la vaccinazione del gatto"(1) adattato ed integrato dal dott. Stefano Bo per Vetpedia.

Si tratta di un semplice "riassunto": le indicazioni specifiche le trovate nel

Queste linee guida sono il frutto del lavoro del Feline Vaccination Advisory Panel della American Association of Feline Practitioners (AAFP) e le raccomandazioni in esso contenute si basano su dati pubblicati e sul consenso di un gruppo multidisciplinare di esperti di immunologia, malattie infettive, medicina interna e clinica pratica.

In passato era prassi comune che la visita annuale dal veterinario comprendesse anche la somministrazione del vaccino: oggi, alla luce delle piu' recenti evidenze circa la durata dell'immunita' e sui possibili effetti avversi della vaccinazione, questa correlazione tra visita e vaccinazione non ha piu' ragion d'essere. Resta comunque la raccomandazione della visita annuale di controllo.

Principi della vaccinazione

Le vaccinazioni hanno un doppio scopo: da un lato proteggere l'individuo, dall'altro proteggere la popolazione.

La vaccinazione consiste nel somministrare all'individuo una piccola, e comunque innocua dose di antigene (solitamente un virus) tale da suscitare nel soggetto la risposta dell'immunita' adattativa. In estrema sintesi: il sistema immunitario di ogni individuo ha "nativamente" la capacita' di rispondere in tempi rapidi ai piu' comuni agenti infettivi ma ha anche le potenzialita' per costruire le difese rispetto ad agenti infettivi non conosciuti. Si parla quindi di immunita' innata e immunita' adattativa ed e' questa seconda che viene stimolata dalla vaccinazione. E' come se si dicesse al sistema immunitario: "Guarda che potrai incontrare questo virus. Comincia a costruire le armi adeguate per combatterlo e custodiscile nell'arsenale in modo da averle pronte per quando lo incontrerai davvero".

Che si vaccini per proteggere l'individuo e' evidente; meno evidente, ma non meno importante, e' che la vaccinazione serva a proteggere la popolazione per arrivare (un giorno) all'eradizione di un determinato patogeno: come ad esempio e' successo a livello mondiale per il vaiolo. Per comprendere come la vaccinazione (di massa) possa servire a questo scopo bisogna ricordare che i virus si replicano solo all'interno delle cellule di un individuo: nell'ambiente possono vivere piu' o meno a lungo (da minuti a diversi mesi) ma non si possono riprodurre. Se un virus non riesce ad infettare degli individui prima o poi muore e in quel territorio la malattia si puo' considerare eradicata. E' evidente che piu' sono i soggetti vaccinati (e quindi immuni, che "non danno spazio" al virus) meno possibilita' ha il virus di riprodursi e infettare sempre nuovi individui. E' un po' lo stesso principio di prosciugare uno stagno per eliminare le zanzare.

Un altro aspetto della vaccinazione e' quello di ridurre il rischio zoonosico come ad esempio e' il caso della rabbia. Questo aspetto riguarda per fortuna solo alcune aree del paese (dove la vaccinazione e' obbligatoria o comunque consigliata) e per brevita' non lo tratteremo in questa sintesi ma vi rimandiamo al documento originale.

Bisogna ricordare che l'esito della vaccinazione in termini di effettiva protezione dalla successiva aggressione del patogeneo non puo' essere "garantita" in termini assoluti. La risposta alla vaccinazione del singolo individuo e' legata a molti fattori: nei cuccioli la presenza di MDA(2), immunodeficienza, malattie concomitanti, invecchiamento, ecc. Inoltre non tutti gli agenti vaccinali hanno la stessa capacita' di suscitare una risposta protettiva adeguata.
Puo' essere ovvio, ma non bisogna dimenticare che la vaccinazione non da' una risposta "immediata" ma richiede almeno un paio di settimane. Non bisogna cioe' commettere l'errore di vaccinare il gatto e poi metterlo subito in un ambiente a rischio convinti che sia gia' protetto.

Il fallimento vaccinale e' un'eventualita' da tenere in conto e proprio per questo e' importante evitare il piu' possibile l'esposione ad agenti infettivi e porre sempre la massima attenzione alle misure igieniche, alla prevenzione e alla quarantena (nei gattili).

La vaccinazione ha indubbi vantaggi ma non e' una pratica medica "del tutto priva di rischi": possono esserci reazioni avverse, sarcomi vaccino indotti, ecc., quindi la scelta se vaccinare, quando, e contro quali malattie deve tenere in conto il rischio di esposizione, lo stato di salute del gatto (anche se malattie concomitanti non sono necessariamente ostative) e l'effettivo rischio di contrarre quello specifico patogeno (es. non si vaccina per il FeLV un gatto che sta sempre in casa).

Tipi di vaccini per il gatto

Non tutti i vaccini, seppure per lo stesso agente infettivo sono "uguali": Le diverse tecnologie di produzione dei vaccini possono influenzare direttamente l'efficacia, la sicurezza, la DOI (3) e la via di somministrazione dei singoli prodotti. E' necessario conoscere le differenze fondamentali tra essi.

  • Vaccini inattivati (o uccisi): i patogeni vaccinali sono inattivi e quindi non possono dare origine alla "reversione della virulenza" (o "scatenare" la malattia). Per converso offrono generalmente una protezione piu' debole e, poiche' contengono quasi sempre adiuvanti ed altre sostanze, vengono (statisticamente) associati ad un maggior rischio di ADR (4)
  • Vaccini vivi-modificati (MLV): sono i vaccini in cui il patogeno e' stato modificato in modo da potersi ancora replicare e suscitare la risposta immunitaria senza pero' dare origine alla malattia clinica. Generalmente inducono piu' rapidamente la risposta immunitaria e sono privi di adiuvanti(5)
  • Vaccini ricombinanti: sono vaccini prodotti con tecniche di ingegneria genetica per cui si "ricombina" il DNA di virus innocui con particolari sequenze di geni del virus patogeno: in sostanza si usano dei virus come portatori del "messaggio" necessario al sistema immunitario per attivare la risposta immunitaria. Efficacia analoga agli MLV ma senza la possibilita' di replicazione e (solitamente) senza adiuvanti.

Valutazione rischio / beneficio

La valutazione del rapporto rischio/beneficio deve prendere in considerazione sia lo stato di salute del gatto quanto i fattori ambientali, e cioe' il rischio effettivo di esposizione ai singoli patogeni in relazione allo stile di vita del gatto (es gatto in appartemento, che esce, che puo' trascorrere periodi in pensione, ecc)

Il primo fattore da valutare e' l'eta'. I gattini e i gatti giovani (sotto i 6 mesi) sono i piu' suscettibili ai diversi patogeni infettivi e questi possono determinare le piu' gravi conseguenze: quindi sono in primis i soggetti giovani a dover essere vaccinati. Normalmente i gattini si vaccinano dalla 16^ settimana in quanto a quell'eta' non dovrebbe piu' esserci una interferenza con gli MDA che limita/annulla l'effetto della vaccinazione causando il cosidetto "fallimento vaccinale".

Fondamentale e' la valutazione dell'ambiente in cui gatto vive: e' evidente che un gatto che vive in una comunita', dove puo' uscire all'esterno, dove c'e' un forte turn-over (es un gattile) ha un rischio di esposizione molto diverso rispetto ad un gatto che vive da solo in un appartamento. Per contro un gatto che vive da solo o comunque in condizioni "asettiche" ha minori possibilita' di ricevere un "richiamo naturale dell'immunita'" rispetto a gatti che sono continuamente esposti agli agenti patogeni. Vi sono poi altri elementi quali la virulenza dell'agente infettivo, le mutazioni del ceppo, ecc. che sono variabili indipendenti difficilmente valutabili.

Gatti di casa

Vaccinazione core (il "normale" RCP o trivalente: contro FPV - panleucopenia, FHV-1 herpervirus, FCV calicivirus); primo vaccino a 16 settimane, richiamo dopo 3-4 sett, ulteriore richiamo dopo un anno e i successivi ogni 3 anni.

La vaccinazione FeLV quando c'e' un rischio effettivo: primo vaccino a 16 settimane, richiamo dopo 3-4 sett, ulteriore richiamo dopo un anno e successivi ogni anno (o due in condizioni di basso rischio).

Se il gatto deve trascorrere un periodo in una pensione (o altri ambienti "a potenziale rischio" si consiglia un richamo 7-10 giorni prima del trasferimento. Se su un gatto regolarmente vaccinato si "dimentica" un richiamo e' sufficiente una singola vaccinazione (e poi si ricomincia a calcolare l'intervallo su questa base)

Le gatte in gravidanza, di norma, non devono essere vaccinate se non in situazioni di rischio endemico. Da ricordare che i vaccini MLV contro il FPV (panleucopenia) sono associati alla possibilita' di ipoplasia cerebellare dei cuccioli.

Gatti nei rifugi

I rifugi sono sempre contesti ad alto rischio per via della concentrazione di animali, del turn-over elevato (e spesso senza una quarantena adeguata...), dello stress. Fondamentali sono le vaccinazioni core (trivalenti o CRP).

Gatti adulti: somministrare sempre una dose all'ingresso (quando possibile una settimana prima). Consigliati i vaccini MLV.

Gattini: prima dose dopo la 6^ settimana (indicativamente su gattini di oltre 600 gr) con MLV, ripetere ogni 2-3 settimane fino ai 16-20 mesi.

FeLV gattini: non prima dell'ottava settimana. Negli adulti somministrare una dose all'ingresso. Attenzione: la vaccinazione non e' una alternativa alla separazione dei soggetti positivi.

Vaccinazione nei programmi TNR (sterilizzazioni)

Sebbene sia normalmente sconsigliabile vaccinare i gatti in corso di sterilizzazione, tale pratica, in termini di valutazione del rapporto rischio/beneficio e' invece consigliata nei programmi TNR (Trap Neuter Return) cioe' quando si sterilizzano le colonie feline. In uno studio recente si e' visto che gatti randagi cui era stata somministrata una singole dose di vaccino in corso dell'intervento chirurgico di sterilizzazione sviluppavano un titolo anticorpale protettivo a 3 mesi di distanza (sia con vaccini inattivati che MLV).

Reazioni avverse

Sebbene i prodotti biologici non possano essere considerati del tutto esenti da rischi, i vaccini attuali presentano un eccellente profilo di sicurezza.

In premessa va ricordato che la relazione temporale tra somministrazione del vaccino ed evento avverso, specie se i due eventi avvengono a distanza di giorni, non implica automaticamente un nesso causale (cioe' non significa che e' stato necessariamente il vaccino ad aver provocato la reazione avversa). In ogni caso le reazioni avverse vanno sempre segnalate. La segnalazione puo' farla anche il proprietario secondo queste modalita'.

Le reazioni avverse piu' comuni sono letargia, anoressia e febbre per alcuni giorni dopo la vaccinazione oppure infiammazione locale della sede di iniezione. L'anafilassi si osserva raramente. La prevalenza delle reazioni avverse e' molto bassa e, da uno studio molto corposo che ha coinvolto circa 500.000 gatti risultavano pari ad un tasso dello 0.52%: nella maggior parte dei casi si trattava di malesseri non importanti. I casi letali riscontrati in questo studio sono stati 4 (uno ogni centomila) di cui 2 sicuramente attribuibili a reazione anafilattica.

Reazioni di ipersensibilita'

L'anafilassi puo' manifestarsi raramente (circa 1-5/10.000 vaccinazioni) e nel gatto si presenta con vomito, diarrea, distress respiratorio, prurito facciale o generalizzato, tumefazione facciale e collasso. La vaccinazione di un gatto con anamnesi di anafilassi deve essere sottoposta ad una seria valutazione del rischio. Si consiglia comunque di evitare prodotti vaccinali con eccipienti (che spesso sono la prima causa della reazione), di premedicare l'animale con con antistaminici o glucocorticoidi una mezz'ora prima dell'inoculo del vaccino e tenere sotto controllo l'animale per alcune ore dopo la vaccinazione.

Sarcomi iniezioni indotti (FISS)

I dati piu' recenti relativi allo sviluppo di sarcomi indotti dalla vaccinazione (FISS) indicano un rischio inferiore a 1/10.000 (e quindi molto basso), senza significative distinzioni in base al tipo di vaccino (adiuvato o meno).

Tutti i vaccini (ma anche diversi altri farmaci iniettabili) presentano quindi il rischio di FISS: alcuni membri del comitato ritengono che il rischio sia inferiore con i vaccini MLV ma allo stato non ci sono dati sufficienti per privilegiare l'uno o l'altro tipo di prodotto per quanto riguarda il rischio FISS.

Le raccomandazioni per ridurre il rischio FISS sono quelle di evitare vaccinazioni non necessarie (in termini di frequenza e tipo di vaccini), utilizzare le sedi di vaccinazioni raccomandate (zampe e non il sottocute del collo), evitare di somministrare vaccini FeLV a soggetti positivi (che in ogni caso sono inuili).

Si consiglia di monitorare l'eventuale presenza di noduli sul sito di inoculo: se non scompaiono entro 3 mesi, effettuare aghi aspirati multipli o biopsia al fine di poter procedere all'asportazione chirugica con minor rischio di recidiva.



(1) Margie A Scherk, Richard B Ford, Rosalind M Gaskell, Katrin Hartmann, Kate F Hurley, Michael R Lappin, Julie K Levy, Susan E Little, Shila K Nordone, and Andrew H Sparkes. Journal of Feline Medicine and Surgery September 2013 15: 785-808

(2) MDA: Maternal Derived Antibody: anticorpi di derivazione materna che i piccoli assumono con il colostro e sono presenti in circolo fin verso le 16 settimane di eta': la presenza di questi anticorpi interferisce e limita la risposta alla vaccinazione

(3) DOI: Duration Of Immunity: periodo entro il quale l'animale e' protetto da una determinata patologia: i vaccini contro alcuni patogeni hanno una DOI di anni, altri di periodi inferiori

(4) ADR: Adverse Drug Reaction: reazioni avverse al farmaco

(5) Adiuvanti: sostanze aggiunte ai vaccini (alluminio, squalene, ecc) che hanno lo scopo di potenziare la risposta immunitaria al vaccino